“La crisi dell’industria automobilistica, che viene erroneamente attribuita ai provvedimenti futuri del Green deal, è un fenomeno noto che è iniziato decenni fa ed è conseguenza di una combinazione di fattori concorrenti. Non solo i cittadini europei hanno perso progressivamente potere di acquisto a causa delle politiche economiche e finanziarie europee, ma anche le stesse politiche industriali sono state di corto respiro e hanno premiato sia la delocalizzazione produttiva che il mantenimento di un sistema tecnologico basato sulla propulsione tradizionale. Lo stop alla messa in commercio di veicoli endotermici doveva essere concertato con la programmazione della immissione sul mercato di una nuova generazione di automobili, elettriche, piccole e accessibili alla classe media alla quale doveva essere il grande vantaggio economico immediato dei tragitti cittadini casa-lavoro effettuati con la propulsione elettrica oltre ai vantaggi per la qualità dell’aria e quindi per la salute di tutti. Si è invece investito solo su modelli di alta gamma inaccessibili ai più che consentivano alle case automobilistiche un profitto immediato e questo ha causato una giusta reazione di avversione popolare all’auto elettrica. Ricordo infine che oggi è in gioco la nostra sovranità: ogni volta che riempiamo un serbatoio di idrocarburi siamo dipendenti dalle importazioni, ogni volta che riempiamo una batteria con l’energia elettrica, essa può provenire dalle fonti rinnovabili prodotte localmente”, così Dario Tamburrano, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in un intervento nella Commissione ITRE del Parlamento europeo.
MOVIMENTO 5 STELLE EUROPA

