Chat rubate e figli contesi: l’attore Raoul Bova si affida all’ex suocera per la sua difesa


Roma, 1 agosto 2025 – In una svolta sorprendente e allo stesso tempo simbolica, l’attore Raoul Bova ha deciso di affidare la sua tutela legale a Annamaria Bernardini De Pace, la celebre avvocatessa matrimonialista nonché sua ex suocera. Il mandato riguarda due fronti: la gestione della causa sull’affidamento delle figlie, nate dalla relazione con Rocío Muñoz Morales, e il deposito dell’esposto al Garante per la Privacy relativo alla diffusione illegittima di chat e audio rubati ‑ oggi oggetto di cronaca e vivace dibattito pubblico.

Bernardini De Pace è stata designata da Bova per occuparsi della delicata questione dell’affidamento di Luna e Alma, le due bambine avute con Rocío. L’avvocato, che già rappresentò la figlia Chiara Giordano nel divorzio dall’attore una decina d’anni fa, oggi cambia lato della barricata: da rappresentante della parte della figlia a difensore dell’ex genero in un altro contesto complesso.

Parallelamente alle questioni familiari, Bernardini De Pace ha coordinato l’esposto al Garante della Privacy per contrastare la diffusione, da parte di terzi, delle conversazioni private di Bova con la modella Martina Ceretti. Il materiale sarebbe stato sottratto e divulgato senza consenso, diventando virale su piattaforme social e motor di ricerca. Nell’esposto vengono citati nominativi come Fabrizio Corona, Meta, Google, YouTube, TikTok, X, nonché Ryanair e le società calcistiche di Napoli e Torino, accusati di aver amplificato il danno a fini commerciali o mediatici.

Bernardini De Pace ha dichiarato con forza che nel divulgare tali contenuti «sono stati commessi altri reati», giustificando così il ricorso alle autorità competenti. Inoltre, ha elogiato la scelta dell’attore di denunciare il tentativo di estorsione anziché cedere, definendolo «un uomo perbene» e «fiera del padre dei miei nipoti».

Le parole di Bernardini De Pace esprimono una volontà netta di superare vecchie tensioni: «Bova e mia figlia non sono più una coppia, ma restano uniti come genitori», ha sottolineato la legale, allegando: «Sono una divorzista, non una stronza» – a indicare come, malgrado il passato burrascoso, prevalga oggi una visione pragmatica e rispettosa di ruoli e responsabilità.

Ancora, l’avvocato ha evidenziato come tra loro le ferite delle vecchie discordie si siano affievolite: «Le tensioni erano legate a un momento specifico. Alla fine, l’intelligenza prevale. I media hanno esasperato tutto riportando una lettera scritta un anno prima che loro si separassero».

La scelta di rivolgersi alla proprio ex suocera rimanda a un percorso di rinnovamento civile ed emotivo. Al centro resta un principio riconosciuto da Marcello per Bova: non cedere al ricatto, anzi denunciare, anche a rischio di una nuova esposizione mediatica. Bernardini De Pace ha sottolineato l’orgoglio di essere al fianco di un padre che manifesta integrità e coraggio anche nella realtà quotidiana: «I miei nipoti hanno un padre con la coscienza in pace».

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