Dario Argento premiato a Venezia: “ha trasformato il brivido in arte e la paura in poesia”


Venezia. Premio Siae alla carriera conferito al maestro del thriller e dell’horror all’italiana. Nell’ambito delle Giornate degli Autori, rassegna autonoma promossa da Anac e 100autori, associazioni dei registi e degli autori cinematografici italiani all’interno della Mostra del Cinema di Venezia, il regista Dario Argento ha ricevuto il prestigioso riconoscimento intitolato al giornalista Andrea Purgatori. A consegnarlo, il presidente della Siae, Salvo Nastasi.
“Voglio parlare degli stili nel cinema italiano, forse è un po’ troppo, ma ci provo e sarò breve”, ha detto Argento, ripercorrendo in sintesi la parabola della settima arte nel nostro Paese. “Negli anni Sessanta sono stati realizzati film meravigliosi e dei capolavori, storici, epici o presi da romanzi. Negli anni Settanta – c’era stato il Sessantotto – il cinema si è dedicato con la sua creatività in particolare ai giovani. Negli anni Ottanta è cominciato il declino, proseguito negli anni Novanta, ancora di più, e negli anni Duemila ancora.”
“Recentemente il cinema italiano si è ripreso, fortunatamente”, ha proseguito il regista, “grazie anche all’impegno di Anac, che ha dato spazio a nuovi e giovani autori. Voglio poi segnalare che c’è stato anche il declino della critica cinematografica: io spero che si riprenda anche la critica perché il suo stimolo è importante per gli autori e gli spettatori.”
Lo stesso Dario Argento, del resto, prima di dedicarsi all’attività di sceneggiatore e, in seguito, di regista, è stato un critico cinematografico, particolarmente interessato alle opere di genere e alle loro potenzialità espressive.
“Un riconoscimento a Dario Argento è un riconoscimento a tutto il cinema italiano che ha saputo osare”, ha dichiarato il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. “Il suo linguaggio visionario, capace di trasformare il brivido in arte e la paura in poesia visiva, mi ha conquistata fin da ragazza. Argento ha dimostrato che l’horror non è un genere minore, ma un campo in cui si sperimenta, si inventa, cambiando così per sempre una parte della storia del cinema.”
“Da Dario Argento hanno imparato e preso ispirazione registi di tutto il mondo, eppure le sue atmosfere, i suoi colori, la sua musica restano così profondamente nostre, italiane. Oggi questo premio non celebra solo una carriera, ma una leggenda vivente”, ha concluso Borgonzoni.
La cerimonia è culminata in una sentita standing ovation. “Non merito tanto”, ha commentato il regista, forse con una punta di commozione.
A Venezia, presso la Sala Laguna, è stato inoltre consegnato ad Argento il Premio Sandro Symeoni, intitolato al cartellonista che, cinquant’anni fa, ha realizzato il manifesto promozionale di Profondo Rosso, uno dei capolavori del regista romano. La premiazione è avvenuta nell’ambito della mostra Sandro Symeoni. Dipingere il cinema, curata da Luca Siano, organizzata dall’Archivio Symeoni, con la collaborazione delle Giornate degli Autori e Isola Edipo e prodotta da Ferrara La Città del Cinema.  
“Grazie per questo premio”, ha dichiarato Dario Argento, “ancor più apprezzato perché inaspettato.”
Il cineasta ha quindi ricordato il ferrarese Carlo Rambaldi, grande artista degli effetti speciali, tre volte premio Oscar, noto e ammirato in tutto il mondo, anche lui coinvolto nella lavorazione di Profondo Rosso. “Carlo fu un carissimo amico”, ha detto. “Era un artista, un genio, un ingegnere. Ci siamo voluti tanto bene.”

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