La tutela della fragilità come misura della civiltà giuridicain memoria del Prof. Paolo Cendon


Nel contesto giuridico del Dopo di Noi, il prof. Paolo Cendon, sebbene non ne sia stato il promotore politico diretto, ha rappresentato la figura centrale del percorso culturale e legislativo che ha condotto all’adozione della norma per la tutela della fragilità, costituendone il principale ispiratore e il riferimento metodologico del progetto.
Nel contesto della disciplina giuridica della fragilità e della disabilità, il prof. Paolo Cendon ha rappresentato la figura centrale del percorso culturale e normativo che ha condotto all’elaborazione di strumenti di tutela innovativi, tra cui la legge sul Dopo di Noi (L. 112/2016), pur non essendone stato il promotore politico diretto. Il suo contributo scientifico ha orientato l’ordinamento verso un modello di protezione personalizzato, fondato sulla centralità della persona, sulla proporzionalità dell’intervento e sul rispetto della dignità e dell’autonomia individuale.
L’ordinamento giuridico è storicamente chiamato a confrontarsi con la condizione di fragilità, concetto multidimensionale che, in ambito medico-assistenziale, ricomprende soggetti affetti da patologie croniche complesse, disabilità temporanee o permanenti, ridotta autosufficienza e condizioni legate all’età avanzata. Tale nozione si estende anche alla sfera lavorativa e sociale, ove fattori sanitari e relazionali incidono sulla capacità di partecipazione attiva e sull’effettivo esercizio dei diritti fondamentali.
In tale prospettiva si colloca la L. 104/1992, normativa cardine dell’ordinamento italiano in materia di disabilità, che dà attuazione ai principi costituzionali di cui agli artt. 2, 3, 32 e 38 Cost., garantendo tutela della dignità umana, uguaglianza sostanziale, diritto alla salute e assistenza sociale. Gli artt. 1 e 2 della legge delineano un modello inclusivo, volto a promuovere l’autonomia e la piena integrazione familiare, scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità, prevenendo ogni forma di discriminazione.
Una svolta decisiva è rappresentata dall’introduzione dell’Amministrazione di Sostegno con la L. 6/2004, fortemente ispirata dal prof. Cendon, che ha superato l’impostazione rigidamente ablativa degli istituti di interdizione e inabilitazione. Tale strumento si caratterizza per la flessibilità e l’adattabilità alle esigenze concrete della persona fragile, consentendo un sostegno mirato alle funzioni compromesse senza la totale compressione della capacità di agire.
In continuità con questo approccio si inserisce la L. 112/2016 sul Dopo di Noi, volta a tutelare le persone con disabilità grave e permanente prive di sostegno familiare attuale o futuro. La norma prevede progetti individuali personalizzati, orientati all’autonomia, alla continuità delle cure e all’inclusione sociale, anche attraverso soluzioni abitative alternative ai modelli istituzionalizzanti.
Il quadro di tutela si completa con le fonti sovranazionali, in particolare la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006), ratificata dall’Italia con L. 18/2009, nonché con interventi normativi volti a contrastare forme di fragilità indotta, quali quelle derivanti dalla violenza di genere, affrontate dal Codice Rosso (L. 69/2019). Ne emerge una concezione della fragilità quale categoria giuridica trasversale, che impone all’ordinamento un dovere rafforzato di tutela sostanziale, coerente con i principi costituzionali e sovranazionali di dignità, uguaglianza e solidarietà.
Gennaio 2026

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