La posa di una nuova lapide sulla facciata del Palazzo Ducale di Modena – sede dell’Accademia Militare – avrebbe dovuto rappresentare un semplice intervento di valorizzazione storica. Invece, prima ancora della sua inaugurazione ufficiale prevista per il 22 novembre, ha acceso un dibattito infuocato che coinvolge associazioni culturali, istituzioni locali e figure politiche di primo piano.

Il testo contestato: “Uno degli antichi Stati che diedero vita al Regno d’Italia”

L’iscrizione ricorda che l’edificio fu per secoli residenza dei duchi della Casa d’Este e degli Asburgo d’Este e riporta che il Ducato di Modena, Reggio Emilia, Guastalla, Garfagnana, Lunigiana e Massa Carrara fu «uno degli antichi Stati che diedero vita nel 1861 al Regno d’Italia».

Proprio quest’ultima frase ha scatenato la protesta.

Italia Nostra e l’Istituto del Risorgimento: “Una distorsione della storia e un affronto a Ciro Menotti”

Italia Nostra ha definito l’affermazione una “bestialità”, sostenendo che attribuire un ruolo attivo al Ducato Estense nel processo unitario significhi stravolgere completamente i fatti.

Sulla stessa linea l’Istituto Nazionale per la Storia del Risorgimento, sezione di Modena.
Il direttore Mariano Brandoli parla di «un’offesa alla memoria di Ciro Menotti», patriota modenese giustiziato nel 1831 proprio per aver tentato di liberare la città dal dominio austro-estense.

Secondo il comitato, la lapide cancella simbolicamente il sacrificio di quei modenesi che combatterono contro il potere ducale, mentre Francesco V d’Austria-Este, ultimo duca regnante, lasciò Modena per Vienna allo scoppio dei moti del 1859, non contribuendo in alcun modo alla futura unificazione.

Per questo si chiede una modifica puntuale: eliminare la frase che accredita il Ducato come “protagonista” della nascita del Regno d’Italia.

Il sindaco Mezzetti: “La memoria estense sì, ma quella frase è un falso storico”

Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, pur precisando che la competenza sulla lapide è ministeriale e non comunale, riconosce la criticità del testo:
«Ricordare la presenza degli Estensi è legittimo. Altro è affermare che il Ducato contribuì all’Unità d’Italia. Questo non corrisponde ai fatti storici».

Mezzetti spiega inoltre di aver segnalato già in fase preliminare alla Soprintendenza l’ambiguità della formulazione, senza tuttavia ottenere una modifica.

Giovanardi: “Polemica costruita su un equivoco”

A smontare le accuse interviene l’ex ministro Carlo Giovanardi, promotore dell’iniziativa.
A suo dire, la frase incriminata non attribuirebbe agli Estensi alcun ruolo patriottico, ma si limiterebbe a constatare che i territori del Ducato, al pari di altri Stati preunitari, furono inglobati nel nuovo Regno d’Italia nel 1861.

Per quanto riguarda l’impatto visivo, Giovanardi riporta che la Soprintendenza ha giudicato la nuova lapide utile a ristabilire una simmetria compositiva, affiancandosi alle altre già presenti sulla facciata.

La posizione della famiglia Asburgo-Este

Martino d’Asburgo-Lorena, discendente della dinastia, sarà presente alla cerimonia e chiarisce:
«La targa non intende rendere merito ai miei antenati per l’Unità d’Italia. Riporta semplicemente un dato storico- geografico: quei territori, un tempo ducali, furono parte degli Stati che confluirono nel nuovo Regno».

La Soprintendenza: “Colmato un vuoto informativo sulla facciata”

L’autorità che ha autorizzato la collocazione difende la scelta, sottolineando che la lapide ha funzione divulgativa e non celebrativa, e che contribuisce a completare l’equilibrio del prospetto esterno del Palazzo Ducale.

Uno scontro che va oltre la lapide

La vicenda rivela un nodo più profondo: la tensione, ancora viva, tra memoria locale e narrazione nazionale.
Modena conserva con orgoglio il ricordo dei patrioti che sfidarono il potere ducale. Per molti, dunque, accostare in qualche modo gli Estensi al processo unitario significa alterare il significato storico di quelle lotte.

Per altri, invece, la lapide è solo un’annotazione geografica su un passato complesso, senza implicazioni politiche.

Quel che è certo è che, il 22 novembre, la facciata dell’Accademia Militare sarà inaugurata non solo con una nuova targa, ma con una discussione ancora aperta sulla memoria storica della città.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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