L’artigianato e il “destino di bellezza” della materia. Confartigianato Firenze ricorda Papa Francesco

Firenze, 21 apr. – “Le macchine replicano, l’uomo inventa. L’artigianato riesce a prevedere il destino di bellezza della materia”. Così aveva detto l’anno scorso Papa Francesco durante un’udienza alla Sala Nervi, alla quale partecipò una delegazione fiorentina di Confartigianato, in occasione dei 75 anni dalla nascita dell’associazione. In quell’occasione, il Vicario di Cristo evidenziò l’importanza del lavoro artigiano, definito “una strada per lavorare, per sviluppare la fantasia, per migliorare gli ambienti, le condizioni di vita, le relazioni”. “I prodotti che escono dalle vostre attività – sottolineò il Sommo Pontefice – camminano per il mondo intero e lo abbelliscono, rispondendo ai bisogni della gente”.In un passaggio che ha toccato tutti gli artigiani presenti, Francesco disse che “l’artigiano ha uno sguardo originale sulla realtà. Ha la capacità di riconoscere nella materia inerte un capolavoro prima ancora di realizzarlo. Quello che per tutti è un blocco di marmo, per l’artigiano è un elemento di arredo; quello che per tutti è un pezzo di legno, per un artigiano è un violino, una sedia, una cornice! L’artigiano arriva prima di tutti a intuire il destino di bellezza che può avere la materia. E questo lo avvicina al Creatore”.”Oggi, alla notizia della sua scomparsa, quelle parole risuonano con ancora più forza e ci accompagnano nel ricordo di un incontro che resterà indelebile nei nostri cuori. Grazie, Francesco”, sottolineano da Confartigianato Imprese Firenze.–Lorenzo SomigliUfficio Stampa+39 334 9977 955

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