Si è svolto oggi, nella prestigiosa Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, il convegno “Mafie e Appalti”, un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e figure impegnate quotidianamente nella tutela della legalità. L’iniziativa ha messo al centro uno dei temi più delicati per il sistema democratico italiano: la capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi nei meccanismi degli appalti pubblici, in particolare in una fase in cui il Paese è attraversato da un massiccio piano di investimenti infrastrutturali.
Il senatore Raoul Russo (Fratelli d’Italia), coordinatore dell’VIII Comitato degli Appalti Pubblici, ha richiamato l’urgenza di una strategia unitaria da parte dello Stato per prevenire e contrastare ogni forma di infiltrazione. Russo ha evidenziato come, nel momento in cui l’Italia tenta di recuperare ritardi storici e di ridurre i divari territoriali, le mafie cerchino di inserirsi nei flussi economici per indebolire sviluppo e competitività. “Per evitare che il crimine organizzato si insinui nei gangli vitali del nostro sistema produttivo – ha ribadito – serve un’azione anticipatoria, coordinata e fondata sull’ascolto delle competenze”.
Accanto a lui è intervenuta l’onorevole Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia e responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno del partito. Varchi ha sottolineato la necessità di un duplice impegno: verificare l’efficacia delle norme in vigore e confrontarsi con chi opera direttamente sul territorio. “Le mafie – ha ricordato – oggi sparano meno, ma controllano sempre più settori dell’economia. Il compito dello Stato è essere rapido, competente e presente, affinché la crescita non venga soffocata da interessi criminali”.
A dare ulteriore rilievo al dibattito è stata anche la presenza di rappresentanti del Parlamento della Legalità Internazionale, realtà impegnata nella promozione della cultura della legalità soprattutto tra i giovani e nelle istituzioni. Hanno preso parte ai lavori Alfonso Ottamana e Vincenzo Ruocco, collaboratori della Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale guidato da Nicolò Mannino e Salvatore Sardisco. Presenti inoltre Biagio Barile e la dott.ssa Barbara Vitiello, componenti dell’organismo, che hanno portato il loro contributo in merito alle dinamiche attraverso cui le mafie cercano di condizionare il tessuto economico e sociale.
La loro partecipazione ha arricchito ulteriormente il confronto, ponendo l’accento sull’importanza dell’educazione alla legalità come strumento preventivo, complementare alle attività investigative e all’azione legislativa.
Il convegno ha rappresentato dunque un momento di riflessione ad ampio raggio: da un lato l’analisi dei meccanismi attraverso cui le organizzazioni criminali mirano a infiltrarsi negli appalti, dall’altro la volontà politica di rafforzare gli strumenti normativi senza rallentare la realizzazione delle opere strategiche per il Paese.
La sfida, come emerso dagli interventi, è una sola: costruire un sistema in cui sviluppo, trasparenza e sicurezza procedano insieme, impedendo alle mafie di trasformare le opportunità in occasioni di controllo illecito del territorio.
Mafie e appalti, confronto alla Camera: “Lo Stato deve correre più veloce delle infiltrazioni criminali”

