“Le misure del nuovo regolamento rimpatri, così come approvate dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, non accelerano i rimpatri ma aumentano la detenzione, moltiplicano i procedimenti amministrativi e giudiziari ed espongono gli Stati membri a costi molto più elevati rispetto all’attuale Direttiva Rimpatri. Le criticità sollevate da organismi internazionali, dal Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa a ben 16 Relatori Speciali ONU, confermano che il testo rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati, con un impatto economico e sui diritti umani significativo per l’Unione europea”, così in una nota congiunta Valentina Palmisano e Gaetano Pedullà, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, che hanno preso parte al voto nella Commissione Libe del Parlamento europeo.
“Queste norme sono un boomerang per l’Italia perché comportano un allungamento dei tempi di detenzione, un incremento delle procedure amministrative e quindi un notevole aggravio economico per gli Stati membri. Per esempio, la detenzione amministrativa sale fino a 24 mesi nella versione PPE–estrema destra e consentono la detenzione di minori, anche non accompagnati. Gli effetti saranno quelli di un aumento significativo della durata media di detenzione, la necessità di ampliare o costruire nuove strutture, costi aggiuntivi per la detenzione di minori, che richiede standard più elevati. Avremo dunque una riduzione dei rimpatri volontari, che sono i meno costosi, e un aumento dei rimpatri forzati, molto più onerosi per gli Stati membri. Votando questo testo la destra si assume una grave responsabilità. Chi paga tutto questo?”, conclude la nota.
MOVIMENTO 5 STELLE EUROPA

