La cultura come strumento di inclusione, consapevolezza e reinserimento. È questo il senso del progetto “Nessuno escluso”, promosso da Lefebvre Giuffrè insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e all’associazione Antigone, con l’obiettivo di portare libri, conoscenza giuridica e strumenti culturali all’interno degli istituti penitenziari italiani, rafforzando percorsi di diritti e inclusione.
L’iniziativa si fonda sulla consapevolezza che l’accesso alla cultura rappresenti uno dei mezzi più efficaci per sostenere processi di responsabilizzazione e di reinserimento sociale. In linea con il dettato costituzionale, la pena non può esaurirsi nella sola privazione della libertà personale, ma deve tendere alla rieducazione del condannato e alla tutela dei suoi diritti fondamentali. In questo quadro, il coinvolgimento della società civile e delle istituzioni culturali diventa decisivo per ridurre la distanza tra carcere e comunità.
Il progetto si traduce in azioni concrete: donazioni di volumi giuridici e divulgativi alle biblioteche penitenziarie, iniziative di sensibilizzazione e diffusione della cultura del diritto, con il duplice obiettivo di offrire alle persone detenute strumenti utili a comprendere il sistema normativo e promuovere, al contempo, una maggiore consapevolezza sociale sul tema dell’esecuzione penale.
Un momento significativo di questo percorso sarà l’inaugurazione che si terrà il 26 febbraio 2026 alle ore 15.00 presso la Casa circondariale di Teramo, alla presenza di istituzioni nazionali e territoriali, esponenti del mondo giuridico e rappresentanti delle autorità penitenziarie. L’incontro sarà introdotto e moderato da Antonio Delfino, direttore Relazioni esterne e istituzionali di Lefebvre Giuffrè.
Sono previsti i saluti istituzionali della direttrice della Casa circondariale di Teramo Maria Lucia Avantaggiato, del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio (in attesa di conferma) e del vicesindaco di Teramo Stefania Di Padova.
Interverranno inoltre il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (in attesa di conferma), la presidente del Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila Marta D’Eramo, il provveditore DAP Lazio-Abruzzo-Molise Giacinto Siciliano, il costituzionalista Giuseppe Marazzita, la garante regionale delle persone private della libertà personale Monia Scalera e il difensore civico di Antigone Elia De Caro. Le conclusioni saranno affidate al vicecapo DAP Massimo Parisi.
“Nessuno escluso” richiama una responsabilità collettiva: garantire che i principi costituzionali trovino reale applicazione nella realtà carceraria. Non solo l’amministrazione penitenziaria, ma l’intera comunità è chiamata a contribuire alla costruzione di percorsi inclusivi, superando stereotipi e marginalizzazione.
Il valore dell’iniziativa è insieme simbolico e concreto: affermare che l’accesso alla conoscenza non può essere negato a chi vive la condizione detentiva e che la cultura può diventare un ponte tra dentro e fuori, tra errore e possibilità di riscatto. In un sistema penitenziario spesso segnato da sovraffollamento e carenze strutturali, progetti di questo tipo rappresentano un segnale tangibile di attenzione ai diritti e alla centralità della persona.
Il messaggio è chiaro: il carcere non deve essere un luogo di esclusione permanente, ma uno spazio in cui ricostruire competenze, consapevolezza e prospettive. Anche attraverso i libri.
“Nessuno escluso”: cultura e diritti entrano negli istituti penitenziari

