La chiesa di Santa Maria a Piazza, diocesi di Aversa, si è trasformata in qualcosa di diverso da un luogo di culto: per qualche ora è diventata un teatro dove la letteratura ha parlato a voce bassa, ha lasciato il segno. L’Evento, “Primavera in Versi”, deve la sua nascita al Prof Armando Pirolli e al parroco Don Gaetano Rosiello, supportati dalla Giuria così composta: Prof.ssa Rachele Belluomo Presidente, Titti Spanò poetessa e attrice, Alessandra Mascia poetessa, Prof Domenico Andreozzi, Avvocato Rachele Stefania Tortale. Ad accogliere i partecipanti, le autorità e Religiosi e Civili e il sindaco di Aversa Dott. Francesco Matacena. Condotto con garbo e professionalità, l’Evento ha permesso che scrittori, poeti e lettori, s’incontrassero non su un palco freddo, ma tra gli altari, tra le colonne e la luce radente che filtra dalle vetrate. E la scelta non è casuale: la chiesa, con la sua acustica e il suo silenzio, costringe all’ascolto, quello vero. Non ci sono distrazioni, solo la voce e le parole con le storie concrete, riconoscibili. Lo spazio sacro ha tolto l’inquietudine; non c’è palco, non c’è distanza. Chi legge è lì in mezzo e, chi ascolta, può chiudere gli occhi senza sentirsi fuori posto. La porta di legno massello si apre con un lamento sommesso, come se la chiesa stessa stesse trattenendo il respiro. Di lato, la Madonnina di maggio, profumata di rose e candele, ad accogliere preghiera e desideri, promesse da mantenere. Non ci sono solo gli scrittori e i poeti. Ci sono studenti, anziani del quartiere, curiosi entrati per caso e rimasti fino alla fine. Non sembra un pubblico “di settore”, nessuno fa finta di capire. Se una frase colpisce, si comprende dai volti. Tra un intervento e l’altro, l’eco delle voci rimbalza sulle volte. Ogni parola sembra più grande, più lenta, come se la pietra la pesasse prima di lasciarla cadere sugli ascoltatori. Qui, le storie, non disturbano Dio… lo aiutano a capire.

