Riportiamo di seguito l’articolo scritto da Souad Sbai e pubblicato su Il Tempo.
Negli anni precedenti, Venezuela, Turchia e Iran dei Mullah avevano costruito un triangolo strategico che mirava a sfidare il sistema internazionale. Come evidenziato nel mio libro Iran dei Mullah, Caracas aveva sfruttato questa alleanza per aggirare l’isolamento internazionale, accedere a risorse vitali e consolidare il regime di Nicolás Maduro, fino alla sua recente cattura da parte degli Stati Uniti. Per Ankara e Teheran, il Venezuela sotto il regime di Maduro ha rappresentato un laboratorio di diplomazia alternativa, utile a proteggere influenza oltre i confini regionali e creare reti di cooperazione capaci di bypassare le pressioni occidentali.
Al centro della triangolazione c’è sempre stato il petrolio, leva economica e politica fondamentale. Il Venezuela con le sue grandi riserve mondiali aveva visto una forte contrazione nei suoi approvvigionamenti a causa del blocco navale verso i mercati tradizionali. L’Iran, oltre a fornire carburante raffinato, aveva prodotto quel supporto tecnico per raffinerie venezuelane fondamentale per il commercio del greggio, mentre la Turchia acquistava il petrolio venezuelano per poi reimmetterlo in infrastrutture e progetti industriali. Le transazioni privilegiavano sistemi alternativi, basati su valute locali o baratti, riducendo la dipendenza dal dollaro e creando un modello resiliente di commercio occidentale.
Sul piano politico, Maduro, Erdogan e i mullah iraniani adottavano una posizione comune nettamente anti-occidentale e miravano a rafforzare un ordine multipolare. Il Venezuela diventava così visibile il sostegno diplomatico nei forum internazionali, la Turchia amplificava la propria influenza in America Latina e l’Iran consolidava alleanze capaci di aggirare le sanzioni e aumentare il proprio peso strategico globale.
La cooperazione militare trovava il triangolo: l’Iran trasferiva know-how su droni e sistemi di sorveglianza, mentre la Turchia tendeva a equipaggiare le proprie collaborazioni con programmi di difesa. Questi scambi avrebbero dovuto rafforzare le capacità difensive del Venezuela e aumentare l’influenza regionale di Teheran e Ankara, dimostrando come alleanze lontane potessero generare vantaggi concreti in chiave geopolitica.
In conclusione, la triangolazione Venezuela-Turchia-Iran rappresentava un esempio emblematico di come Stati sottoposti a pressione economica e diplomatica potessero creare reti di cooperazione pragmatiche, flessibili e anti-occidentali. Caracas otteneva risorse e sostegno politico, Ankara estendeva la propria sfera d’influenza e Teheran consolidava sistemi alternativi di commercio e sicurezza. Questo modello conferma che la geopolitica contemporanea non era più soltanto questione di grandi potenze, ma anche di alleanze transcontinentali con l’obiettivo di ridisegnare equilibri strategici globali.

