La Commissione Europea propone un aumento senza precedenti delle tasse sul tabacco: rincari fino al 139% e nuove imposte anche su sigarette elettroniche e nicotina in bustina
Un’ondata di rincari potrebbe presto colpire i fumatori in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea è infatti al lavoro su una profonda revisione del regime fiscale applicato ai prodotti del tabacco. L’ultima direttiva in materia risale al 2011: oggi Bruxelles punta a un aggiornamento radicale, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la salute pubblica ma anche – e soprattutto – di garantire nuove entrate per il bilancio dell’Unione.
Secondo indiscrezioni contenute in una bozza circolata in vista di un incontro dei Commissari europei, le nuove misure prevedono un aumento fino al 139% dell’accisa minima sulle sigarette. Questo porterebbe la tassazione dagli attuali 90 euro per 1.000 sigarette a ben 215 euro. Tradotto per il consumatore: un rincaro stimato in almeno 1 euro a pacchetto.
Ma la stangata non finisce qui. Il piano europeo prevede anche:
Un aumento del 258% sull’accisa del tabacco sfuso (quello per sigarette “fai da te”),
Una maggiorazione del 1.090% per sigari e cigarillos,
E, per la prima volta, l’estensione dell’accisa anche ai prodotti alternativi, come sigarette elettroniche, liquidi da svapo, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina.
Un doppio obiettivo: salute pubblica e casse europee
L’intenzione della Commissione è duplice: da un lato scoraggiare il fumo in tutte le sue forme – comprese quelle più recenti e giovanili – e dall’altro alimentare il bilancio UE in vista del prossimo ciclo di finanziamenti (2028-2035). Queste “risorse proprie” andrebbero a sostenere le grandi transizioni ecologiche e digitali, ma anche il piano europeo di lotta contro il cancro.
Tuttavia, non mancano le critiche. Diversi Stati membri – tra cui Italia, Grecia, Spagna e Romania – temono che un aumento così aggressivo possa danneggiare le entrate fiscali nazionali, favorire il contrabbando e alimentare il mercato nero. Un altro nodo è l’unanimità richiesta per l’approvazione della misura: basterà il veto di un solo paese per bloccare la riforma.
E-cig, bustine e nuovi trend nel mirino
Particolare attenzione è dedicata ai nuovi consumi giovanili: Bruxelles intende tassare con forza anche le e-cig ad alta concentrazione di nicotina, i dispositivi “pod” e le “nicotine pouches” (le bustine orali, già molto diffuse in Svezia e in crescita altrove). Per esempio, si propone una tassa di 0,36 euro per millilitro di liquido contenente nicotina e 143 euro al chilo per le bustine.
L’Unione si dice preoccupata per il fatto che questi prodotti, spesso pubblicizzati come alternativi “più sicuri”, stanno conquistando rapidamente fette di mercato tra i più giovani. L’imposizione fiscale, in questo caso, viene giustificata anche come strumento di prevenzione.
Una battaglia tra interessi divergenti
Il pacchetto fiscale sul tabacco rappresenta uno dei più ambiziosi tentativi dell’UE di coniugare politiche sanitarie e strategie fiscali. Ma l’approvazione non sarà semplice. Si preannuncia uno scontro tra gli Stati favorevoli a politiche restrittive sul fumo – come Francia e Germania – e quelli più cauti, preoccupati per l’economia e la tenuta dei propri sistemi fiscali.
Nel frattempo, le associazioni dei consumatori mettono in guardia: il peso dei rincari sarà scaricato sulle spalle dei cittadini, in un contesto economico già segnato da inflazione e aumento del costo della vita.
Il vero interrogativo è: la stangata sarà davvero efficace nel ridurre il numero dei fumatori o finirà per generare nuove sacche di illegalità?

