Washington, 25 luglio 2025 — L’ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reagito con toni sprezzanti all’annuncio di Emmanuel Macron: la Francia riconoscerà formalmente lo Stato di Palestina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre, diventando il primo Paese del G7 a farlo .

Trump ha liquidato la decisione affermando che “quello che dice Macron non importa, non ha alcun peso”, pur riconoscendo al presidente francese di essere “un bravo ragazzo” e un “giocatore di squadra”  . Il segretario di Stato Marco Rubio, invece, ha bollato l’iniziativa come “decisione sconsiderata” che rinforza la propaganda di Hamas e ostacola il processo di pace, definendola addirittura “uno schiaffo in faccia” alle vittime dell’attacco del 7 ottobre  .

Macron: un segnale simbolico per una pace duratura

Il presidente Macron ha anticipato sui canali social che formalizzerà il riconoscimento di uno Stato palestinese a settembre, confermando l’impegno francese a favore di una soluzione negoziata a due Stati  . La Francia sarà così il 148º paese a compiere questo passo, in linea con l’orientamento di altri Paesi europei come la Spagna, la Francia e l’Irlanda  .

Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ribadisce che il riconoscimento «non favorisce Hamas, bensì dà torto ai terroristi e sostiene chi vuole dialogo e pace»  .

L’Europa reagisce con cautela

Germania e Regno Unito, alleati stretti di Parigi, non si allineano immediatamente: Berlino ha escluso riconoscimenti nel prossimo futuro, mentre Londra ritiene il momento “prematuro”, sottolineando che la decisione deve inserirsi in un percorso più ampio di pace e sicurezza condivisa   .

Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, condiziona il riconoscimento palestinese al riconoscimento simultaneo da parte palestinese dello Stato di Israele  . Le opposizioni interne — PD, M5S, e altri schieramenti pacifisti — chiedono invece un’accelerazione in linea con Parigi  .

Conflitto di visioni e implicazioni diplomatiche

La contrapposizione tra Macron e Trump riflette un importante scontro politico: da una parte, la Francia punta su un gesto simbolico che rafforzi il dialogo e la diplomazia multilaterale; dall’altra gli Stati Uniti, con Trump alla guida delle esternazioni, respingono la misura come inutile o addirittura controproducente per la pace.

Il riconoscimento francese potrebbe avere una funzione di spinta formale al riconoscimento palestinese da parte di altri Stati, ma è chiaro che gli Stati Uniti, sebbene amici personali del presidente Macron, non intendono cambiare rotta sulla questione israelo-palestinese in questa fase  .

Attore Posizione chiave

Donald Trump Minimizza la dichiarazione di Macron, definendola marginale e priva di peso.
Marco Rubio (USA) Critica severamente la mossa definendola “irresponsabile” e favorevole a Hamas.
Emmanuel Macron Anuncia il riconoscimento in vista dell’ONU a settembre, in favore di pace.
Jean-Noël Barrot (Francia) Difende il gesto come a favore del dialogo e contro il terrorismo.
Germania / Regno Unito Mantengono prudenza, rimandano ogni riconoscimento.
Italia (Governo) Condizione: riconoscimento palestinese solo se avviene contestualmente quello israeliano.

Il dibattito si polarizza tra il gesto simbolico francese di Macron e le forti riserve degli Stati Uniti, in particolare del fronte repubblicano rappresentato da Trump e Rubio. Il riconoscimento, sebbene rilevante sotto il profilo simbolico e diplomatico, viene considerato dagli Stati Uniti inefficace o addirittura controproducente.

Il 25 luglio 2025 segna quindi una vera e propria frattura tra alleati occidentali, con Francia e alcuni paesi europei pronti a spingere per un avanzamento formale verso la pace, mentre gli USA mantengono una linea conservatrice sul dossier mediorientale.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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