Una massiccia mobilitazione ha attraversato Istanbul oggi, sabato 29 marzo, in seguito all’arresto del sindaco Ekrem Imamoglu. L’iniziativa, promossa dal Partito Repubblicano del Popolo (Chp), ha radunato migliaia di manifestanti che hanno denunciato la rimozione del primo cittadino, figura chiave dell’opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan.
Partecipazione senza precedenti
Secondo il leader del Chp, Ozgur Ozel, oltre due milioni di persone hanno preso parte alla manifestazione nel parco di Maltepe, sulla sponda asiatica della metropoli turca. Tuttavia, fonti giornalistiche indipendenti ridimensionano la cifra, stimando circa 200mila partecipanti. Tra i presenti, anche Dilek Imamoglu, moglie del sindaco arrestato, che ha voluto esprimere il proprio sostegno al marito.
Il messaggio dal carcere
Durante la protesta, è stata letta una lettera inviata dallo stesso Imamoglu dal carcere di Silivri. Nel testo, il sindaco deposto ha ribadito la sua determinazione a difendere la volontà popolare, accusando le autorità di aver sovvertito il processo democratico: “Questa nazione ha sempre resistito alle oppressioni, non si piegherà ora di fronte a chi teme il verdetto delle urne”.
Silenzio dei media e appelli al boicottaggio
Nonostante la portata dell’evento, i principali canali televisivi turchi hanno scelto di non coprire la protesta. Solo alcune emittenti vicine all’opposizione hanno trasmesso le immagini della manifestazione, spingendo Ozel a lanciare un appello per il boicottaggio di quei media che ignorano il dissenso. Le autorità governative, attraverso Fahrettin Altun, direttore delle comunicazioni del presidente Erdogan, hanno definito queste dichiarazioni un tentativo di fomentare tensioni e divisioni nel Paese.
Solidarietà internazionale e ripercussioni politiche
Alla manifestazione ha preso parte anche una delegazione del Partito Socialista Europeo, con la presenza dell’europarlamentare italiano Dario Nardella, in segno di solidarietà con Imamoglu. L’arresto del sindaco di Istanbul, avvenuto lo scorso 19 marzo, ha suscitato proteste in tutta la Turchia, segnando la più ampia mobilitazione di piazza degli ultimi dieci anni. Le opposizioni denunciano un uso strumentale della giustizia per eliminare gli avversari politici e limitare il dissenso, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione nel Paese.

