Casa di Reclusione di Civitavecchia
In occasione del 50° anniversario dell’Ordinamento Penitenziario, gli Istituti Penitenziari di Civitavecchia hanno promosso un incontro di riflessione e confronto che ha trasformato simbolicamente il carcere di Civitavecchia “G. Passerini” in Casa di Reclusione come indicato espressamente nell’art 53 della Legge 354/1975. Uno spazio in cui la funzione retributiva della pena diventa anche luogo di dialogo e condivisione di valori nella sua multifunzionalità.
Infatti, attraverso la voce e l’esperienza di tutti gli operatori penitenziari – Polizia Penitenziaria, Funzionari giuridico-pedagogici, docenti scolastici, imprenditori e rappresentanti del territorio – è stato approfondito il significato della pena secondo la visione del legislatore del 1975 e la sua attualità nel contesto odierno.
Discutere insieme di questi temi significa riconoscere la complessità di una realtà in cui si intrecciano azioni sinergiche, frutto non solo della collaborazione tra i professionisti penitenziari, ma anche del contributo delle comunità locali.
La Legge del 1975 ha segnato una svolta epocale: l’Istituto penitenziario non è più concepito solo come luogo di mera espiazione, ma come spazio di rieducazione e reinserimento sociale, dove l’esecuzione penale si apre al territorio, favorendo percorsi di inclusione e responsabilizzazione.
L’iniziativa di oggi dimostra come l’istituto penitenziario sia una realtà complessa, in cui l’esigenza di sicurezza si intreccia con quella della riabilitazione.
Il risultato di tali azioni sinergiche abbassa il tasso di recidiva, realizzando un’opera di vera e propria prevenzione e sicurezza sul territorio.
Il senso della giornata è stato brillantemente rappresentato da un aforisma di Ghandi che cita “se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai isieme.”
Civitavecchia, 11/12/25


