“La situazione dei lavoratori di INPS Servizi S.p.A. è ormai insostenibile e rappresenta una ferita aperta nel sistema pubblico della previdenza. Si tratta di ben 3.000 persone che ogni giorno garantiscono assistenza telefonica e multicanale su tutte le prestazioni INPS. Sono tutte quelle persone che rispondono alle nostre domande, chiarimenti o dubbi quando contattiamo l’Istituto. Lo fanno spesso in condizioni difficili, con competenze elevate e responsabilità che vanno ben oltre il loro inquadramento contrattuale. Eppure, dopo anni di precariato, questi lavoratori restano intrappolati in uno sfruttamento ingiustificabile: contratti part‑time da 700 euro al mese, livelli professionali non adeguati, rimborsi irrisori per lo smart working che non coprono nemmeno le spese di un abbonamento wifi e – fatto gravissimo – l’azzeramento dell’anzianità maturata prima dell’assorbimento, con perdite retributive che superano i 7.600 euro lordi nel triennio 2022–2025. Siamo al paradosso che chi lavora per la società che vive grazie ai contributi dei lavoratori non eroga i contributi nel modo corretto ai propri lavoratori. A loro esprimiamo piena solidarietà e chiediamo che si completi il percorso di internalizzazione con il riconoscimento economico e professionale che meritano. Ringrazio i deputati del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e Gianmauro Dell’Olio che presenteranno una interrogazione al governo. È urgente aprire un tavolo tra Ministero del Lavoro, INPS, INPS Servizi e sindacati: questa vertenza va affrontata con serietà e rispetto”, così in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

