Format Lab Academy nella sede romana della Federazione per raccontare, attraverso le interviste ai protagonisti, un settore strategico dell’economia italiana. Dalla presidente Daniela Dal Col all’economista ed ex ministro Giovanni Tria, passando per il direttore generale Angelo Artale, per la vicepresidente Carla Tomasi e gli imprenditori: competenze, competitività e rapporto con le istituzioni al centro del confronto.
ROMA – C’è un’Italia produttiva che raramente conquista le prime pagine, ma che ogni giorno costruisce, restaura, innova, esporta, investe in sicurezza e crea occupazione. È il mondo delle imprese specialistiche rappresentate da FINCO, la Federazione che riunisce industrie di prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni.
Format Lab Academy è entrata nella sede romana della Federazione per incontrarne i protagonisti e raccogliere direttamente le loro voci, trasformando un appuntamento di networking in un racconto più ampio sul presente e sul futuro del sistema produttivo italiano.
Attraverso le interviste alla presidente Daniela Dal Col, al direttore generale Angelo Artale, a Carla Tomasi, per anni alla guida della Federazione e attualmente vicepresidente, all’economista ed ex ministro Giovanni Tria e agli imprenditori presenti, emerge infatti una domanda che va ben oltre il comparto delle costruzioni: che cosa significa oggi fare impresa in Italia, mentre cambiano mercati, tecnologie, regole e scenari internazionali?
Daniela Dal Col: il rapporto tra imprese e istituzioni
Nelle parole della presidente Daniela Dal Col emerge innanzitutto il ruolo di FINCO come punto di raccordo tra realtà produttive differenti, accomunate dalla specializzazione e dalla necessità di confrontarsi con un quadro normativo ed economico in continua evoluzione.
Il rapporto con le istituzioni diventa quindi centrale. Per chi rappresenta le imprese, partecipare alla costruzione delle decisioni significa portare ai tavoli istituzionali l’esperienza concreta di chi quelle norme dovrà poi applicarle.
Ed è proprio questo uno dei fili conduttori delle interviste realizzate da Format Lab Academy: ridurre la distanza tra chi decide e chi produce, facendo emergere problemi, competenze e proposte direttamente dalla voce degli operatori.
Angelo Artale: non può essere soltanto una questione di prezzo
Con il direttore generale Angelo Artale il confronto entra nel cuore di uno dei problemi più delicati per le imprese specialistiche: il rapporto tra prezzo e qualità.
Quando la competizione viene giocata prevalentemente sulla riduzione dei costi, il rischio è che vengano penalizzate proprio le aziende che investono maggiormente in professionalità, materiali, formazione e sicurezza.
È una questione che assume particolare rilievo nel mondo delle costruzioni e degli appalti. Valutare un’opera esclusivamente attraverso il costo iniziale può infatti significare non considerare adeguatamente elementi come durata, manutenzione, qualità dell’esecuzione e sicurezza.
Il prezzo più basso non coincide necessariamente con il valore più alto. E dietro questa considerazione si apre un tema molto più grande: quale modello di competitività vuole costruire l’Italia?
Carla Tomasi e il valore delle piccole e medie imprese
L’intervista a Carla Tomasi porta l’attenzione su un’altra caratteristica fondamentale del sistema produttivo nazionale: il peso delle piccole e medie imprese.
Essere “piccoli” nelle dimensioni non significa esserlo nelle competenze.
Molte aziende italiane hanno costruito la propria forza proprio sull’elevata specializzazione, sulla capacità di intervenire in settori complessi e sulla conoscenza maturata nel tempo. Un patrimonio che diventa particolarmente evidente quando si parla di restauro, conservazione e tutela di opere e infrastrutture.
È uno dei paradossi dell’economia italiana: imprese non necessariamente grandi per numero di dipendenti possono possedere competenze capaci di renderle competitive anche su progetti di grande rilievo.
Difendere questa specializzazione non significa quindi proteggere il passato, ma preservare un patrimonio produttivo mentre lo si accompagna verso l’innovazione.
Giovanni Tria: le imprese dentro un mondo che cambia
Con Giovanni Tria, economista ed ex ministro dell’Economia e delle Finanze, lo sguardo delle interviste di Format Lab Academy si sposta dallo scenario nazionale a quello internazionale.
Oggi nessuna impresa può considerarsi estranea a ciò che accade sui mercati globali.
Le tensioni geopolitiche, le trasformazioni tecnologiche, i nuovi equilibri commerciali e finanziari incidono sulle decisioni di investimento e sulle prospettive di crescita anche delle aziende che operano prevalentemente in Italia.
Il confronto con Tria porta così dentro l’incontro FINCO una prospettiva più ampia: comprendere l’economia internazionale non è più soltanto materia per governi e grandi multinazionali, ma una necessità anche per il tessuto delle piccole e medie imprese.
Nell’intervista viene affrontato anche il tema delle grandi società tecnologiche e delle elevate valutazioni raggiunte sui mercati finanziari, con l’attenzione rivolta ai possibili squilibri e alle conseguenze che eventuali tensioni internazionali potrebbero avere sull’economia reale.
Sicurezza, energia, export e intelligenza artificiale
Ma sono soprattutto le testimonianze degli imprenditori a riportare il dibattito alla quotidianità.
Dietro parole come transizione energetica, sicurezza o innovazione ci sono infatti scelte concrete: investimenti, macchinari, formazione, progettazione e persone.
Il tema dell’indipendenza energetica e delle fonti rinnovabili riguarda sempre più direttamente la competitività delle aziende. La sicurezza sul lavoro, e in particolare la prevenzione delle cadute dall’alto, ricorda invece quanto l’innovazione tecnologica possa avere un impatto diretto sulla tutela dei lavoratori.
Accanto a questi temi emergono la necessità di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, il valore dell’export e l’ingresso sempre più rapido dell’intelligenza artificiale nella progettazione e nei processi produttivi.
La tecnologia, tuttavia, non cancella le competenze. Le trasforma.
Ed è probabilmente questa una delle sfide decisive per un sistema industriale caratterizzato da un patrimonio di conoscenze tecniche costruito in decenni di esperienza: utilizzare gli strumenti nuovi senza disperdere il sapere che rende riconoscibile la qualità italiana.
Format Lab Academy, raccontare l’impresa attraverso chi la vive
Le interviste realizzate da Format Lab Academy restituiscono così una fotografia che supera i confini di un singolo evento.
Presidenti, economisti, dirigenti e imprenditori osservano lo stesso cambiamento da prospettive differenti, ma nelle loro parole ricorrono alcuni concetti: qualità, competenza, sicurezza, innovazione e necessità di un rapporto più diretto tra mondo produttivo e istituzioni.
È proprio l’ascolto diretto a permettere di comprendere cosa ci sia dietro le grandi parole dell’economia.
Perché la competitività non è un concetto astratto. È la decisione di un’impresa di investire. È un lavoratore che deve operare in sicurezza. È un’azienda che prova a entrare in un mercato estero. È una tecnologia che modifica il modo di progettare. È una competenza costruita in anni di lavoro che rischia di andare perduta se non viene trasmessa.
Raccontare queste voci significa, allora, raccontare un pezzo dell’Italia che produce e che, mentre il mondo cambia rapidamente, chiede di poter continuare a competere puntando non soltanto sul prezzo, ma soprattutto sul valore.




