25settembre 2026
La CEUQ Funzione Pubblica è la Confedir chiedono chiarezza sulla gestione delle procedure per il rilascio dei visti presso le rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero, con particolare riferimento alla vicenda segnalata presso la sede italiana nella Repubblica Dominicana. Il punto per noi è semplice: quando un cittadino italiano chiede alla propria Amministrazione di consentire il ricongiungimento con il proprio coniuge straniero, deve poter contare sull’applicazione corretta, uniforme e tempestiva delle norme vigenti. Ci è stata segnalata la vicenda di un cittadino italiano, regolarmente sposato con una cittadina dominicana, che avrebbe dovuto attendere circa sei mesi per ottenere un appuntamento e che si sarebbe successivamente visto negare il visto con la motivazione secondo cui “non sussistono i motivi di convivenza”. Non spetta alla nostra organizzazione anticipare valutazioni sulla legittimità del provvedimento. Spetta però all’Amministrazione spiegare con chiarezza quale disciplina sia stata applicata, quali requisiti siano stati ritenuti non sussistenti e per quali ragioni. Il diritto alla vita familiare e la tutela della famiglia non possono essere considerati aspetti secondari dell’azione amministrativa. Per un cittadino italiano, rivolgersi alla propria rappresentanza diplomatica dovrebbe significare trovare una Pubblica Amministrazione capace di garantire diritti, certezza delle procedure e parità di trattamento, non un ulteriore ostacolo burocratico. La questione assume ancora maggiore rilevanza alla luce della disciplina vigente sui visti per motivi familiari dei cittadini stranieri che intendono ricongiungersi con cittadini italiani stabilmente residenti in Italia. Non chiediamo corsie preferenziali. Chiediamo che la legge venga applicata. Allo stesso modo, i dati relativi ai volumi dei visti rilasciati in alcune sedi, tra cui Colombo, Dacca e Islamabad, meritano un’analisi trasparente. Numeri elevati o variazioni significative non dimostrano da soli alcuna irregolarità, ma rendono necessario verificare che le procedure siano applicate secondo criteri uniformi. Per questo chiediamo essenzialmente due cose: 1. che venga verificata la correttezza della procedura adottata nel caso segnalato nella Repubblica Dominicana, chiarendo la base normativa del diniego e i tempi di gestione della domanda; 2. che il Ministero assicuri procedure uniformi e trasparenti per i cittadini italiani e per i loro familiari presso tutte le rappresentanze diplomatico-consolari. un cittadino italiano non deve sentirsi straniero davanti alla propria Amministrazione. Quando sono in gioco il diritto alla vita familiare, la dignità della persona e la possibilità per una famiglia di vivere insieme, la Pubblica Amministrazione deve essere parte della soluzione, non un ostacolo. Su questa vicenda continueremo a chiedere risposte precise, documentate e rispettose dei diritti riconosciuti dall’ordinamento. CEUQ FUNZIONE PUBBLICA CONFEDIR
