Richiesta sindacale di ampliamento dei posti di Consigliere Penitenziario

Al Ministro della GiustiziaOn. Carlo NordioAl Sottosegretario di StatoSen. Alberto BalboniRomaE, p.c.: Al Capo del DAPDr. Stefano Carmine De Michele

Richiesta sindacale di ampliamento dei posti di Consigliere Penitenziario, rispetto a quelli già contemplati nel concorso del 27.11.2024, prevedendo l’assorbimento di tutti i candidati risultati idonei, per sopperire stabilmente e strutturalmente alle criticità attuali degli organici dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico.Egregie Autorità,da decenni il ruolo dei dirigenti penitenziari risulta essere in sofferenza sul fronte degli organici, talché sarebbe ragionevole profittare della fortunata circostanza che, a seguito dell’espletamento della procedura concorsuale indetta con P.D.G. 27.11.2024 per l’assunzione di 16 dirigenti penitenziari (elevati a 20), e della successiva pubblicazione della graduatoria in data 27.5.2026, siano risultati idonei ben 145 candidati, di cui 20 dichiarati vincitori. Per questa Organizzazione Sindacale, rappresentativa della categoria, sarebbe prova di buona amministrazione coprire, finalmente, i tanti posti vacanti, utilizzando un capitale umano oggi disponibile e, soprattutto, fortemente motivato, talché, il Governo Meloni potrebbe mostrare, con fatti concreti e ragionevoli, consentendo, in prospettiva, anche un reale risparmio per l’erario, il proprio intento di voler incidere radicalmente e positivamente sullo stato dell’esecuzione penale, rafforzandone il management nelle carceri e negli EPE, altrimenti in continua sofferenza.Per la prima volta si consentirebbe di assicurare in tutte le carceri italiane la presenza effettiva di un direttore titolare e, negli istituti di maggior livello, anche di più vice, idem per gli uffici dell’esecuzione penale esterna e per quelli dei PRAP, all’interno dei quali utilmente assegnare dei dirigenti di diritto pubblico in settori amministrativi particolarmente delicati quali, ad esempio, quelli degli uffici detenuti e trattamentoe di contabilità e bilancio, consentendo così la velocizzazione dei procedimenti e un costante monitoraggio nella gestione complessiva delle carceri sul territorio, elevandone gli standard di qualità e di vigilanza nel rispetto delle norme.Quanto sopra consentirebbe di mostrare che non si è rimasti indifferenti all’incremento oggettivo del numero delle persone detenute e degli utenti dell’esecuzione penale esterna, evidenze queste che accelerano il rischio di una pericolosa implosione del sistema, ampiamente comprovata dal numero incessante di eventi critici che si registrano all’interno degli istituti penitenziari; tanto più in vista della realizzazione di nuovi padiglioni penitenziari e istituti di pena.Inoltre, coprendo le vacanze, si controbilancerà l’inevitabile turn over della dirigenza penitenziariache, a causa dei costanti pensionamenti, determinerà ulteriori vuoti.FSI-USAEFederazio ne Sindacati I ndipendenti organizzazione costituente della confederazione USAESEGRETERIA GENERALE00155 Roma viale Ettore Franceschini n. 73 Tel. 06-42013957 Email info@fsinazionale.itPag. 2 / 2E’ noto come il rischio del realizzarsi di eventi critici possa essere favorito in quelle realtà di lavoro ove non vi sia una guida e una direzione costante che sappia intervenire con tempestività, quando ve ne sia l’esigenza; inoltre, la sicura presenza dei direttori è condizione indispensabile per migliorare il rapporto con il territorio e tutte le istituzioni locali, ove non si voglia trasformare in mero contenitore di persone detenute e incubatore di tensioni le nostre già malmesse carceri.Sarebbe in errore chi, acriticamente, ritenesse che questa proposta miri ad assumere “di più”: essa, invero, ha esclusivamente la finalità di coprire una volta per tutte le già previste dotazioni organiche, per quanto, in verità, dovrebbe essere incrementato il numero dei dirigenti penitenziari, ove si volesse avere una visione ancora più strategica e moderna di una macchina organizzativa tra le più complesse della pubblica amministrazione, la cui funzione è quella di coniugare il trattamento penitenziario rieducativo con la irrinunciabile sicurezza, a mente delle finalità che la Costituzione demanda ad essa.Al contrario, nei trascorsi decenni, si sono costruite leggende metropolitane ipergarantiste o di pericoloso securitarismo in tema di esecuzione penale, prediligendo i governanti del momento la politica del rattoppo, la quale è stata certamente una delle maggiori concause della crisi attuale, preferendosi chiudere gli occhi e fingersi morti al fine di esorcizzare i rischi.Ecco perché occorrerebbe per davvero profittare di questa circostanza straordinaria, prima che sia troppo tardi, perché vera è la crisi che il sistema carcere sta vivendo, e non possiamo permetterci che gli stessi candidati idonei valutino l’opportunità di trovare altre, diverse e più sicure e tranquille, posizioni lavorative alle dipendenze, sia di altre amministrazioni pubbliche che nel privato, peggio ancora se all’estero.D’altronde, se per davvero si intenderanno aumentare gli spazi detentivi e né si rallenterà, né si porrà termine al flusso di nuovi ingressi di persone detenute, non ci si troverà per tempo nelle condizioni di affrontare efficacemente il quadro ancora più complesso che andrà a formarsi.L’elevazione dei posti da ricoprire da 16 a 20 unità ha rappresentato un segnale iniziale importante, che tuttavia giudichiamo insufficiente. Sono questi i momenti dove il coraggio del Governo deve coniugarsi con il concreto perseguimento di risultati pratici. Non ci sarà, infatti, la possibilità di rimpianti ove la situazione delle carceri precipitasse.Cordialità,Il Segretario GeneraleAdamo Bonazzia.bonazzi@fsinazionale.itIl Coordinatore NazionaleDirigenti Penitenziari di Diritto Pubblico(Ex Legge n. 154/2005 e Dlgs. N. 63/2006)

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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