Amministrazione penitenziaria: un’emergenza sociale? Quando il carcere parla di noi



Roma, 14 ottobre 2025

— Nella Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, si è tenuto il convegno dal titolo “Amministrazione penitenziaria: un’emergenza sociale?”, promosso dalla Federazione FSI-USAE.
Un appuntamento di grande attualità, trasmesso in diretta sulla WebTV della Camera, che ha posto al centro del dibattito la condizione delle carceri italiane, la tutela del personale e la necessità di una riforma strutturale del sistema penitenziario.

Un titolo, quello del convegno, che non lascia spazio a fraintendimenti: la questione penitenziaria è ormai diventata un tema sociale, politico e morale che chiama in causa l’intero Paese.

Le istituzioni e il fil rouge del dibattito

Ad aprire i lavori è stato l’On. Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati, che ha sottolineato l’urgenza di affrontare la crisi del sistema penitenziario con un approccio politico e umano più consapevole.

La moderazione è stata affidata alla Dr.ssa Paola Saraceni, Segretario nazionale FSI-USAE con delega alle Funzioni Centrali, mentre l’introduzione è stata curata dal Dr. Enrico Sbriglia, Garante regionale dei diritti della persona per il Friuli Venezia Giulia e membro del CNDP FSI-USAE, da anni impegnato sui temi dei diritti dei detenuti e del personale e  il Segretario Generale, FSI-USAE Adamo Bonazzi

Tra i partecipanti, figure di rilievo del mondo penitenziario e della giustizia minorile:
la Dr.ssa Silvia Della Branca, il Dr. Enrico Farina, la Dr.ssa Martina Rabai, il Gen. Ernesto Cimino, il Dr. Antonio Pappalardo e l’On. Renata Polverini.
Le conclusioni sono state affidate ad Adamo Bonazzi, Segretario generale della FSI-USAE, che ha richiamato la necessità di un dialogo costante tra istituzioni e operatori del settore.


Il convegno ha analizzato, con rigore e passione civile, i principali nodi irrisolti che da anni affliggono le carceri italiane, definendo il quadro di una vera e propria emergenza sociale.

1. Sovraffollamento e carenze strutturali
Molti istituti penitenziari operano oltre la propria capienza, con personale ridotto e strutture spesso inadeguate. Una condizione che incide non solo sulla sicurezza, ma anche sulla dignità di chi lavora e di chi sconta una pena.

2. Valorizzazione del personale e chiarezza delle responsabilità
Tra i temi centrali, la proposta di una “dirigenza unitaria di diritto pubblico”, per superare la frammentazione delle competenze e riconoscere pienamente il ruolo del personale penitenziario.
Come ha ricordato più di un relatore, “le migliori risorse del sistema sono state spesso emarginate, generando confusione organizzativa e schermature istituzionali”.

3. La funzione rieducativa della pena
Un richiamo forte alla Costituzione, che all’articolo 27 definisce la pena come strumento di rieducazione. Ogni detenuto recuperato, si è ricordato, rappresenta una conquista per la sicurezza collettiva e per l’intera società civile.

4. Salute mentale e suicidi in carcere
Uno dei drammi più gravi è rappresentato dai suicidi tra i detenuti e dal diffuso disagio psichico. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte invitato le istituzioni a non voltarsi dall’altra parte, definendo i suicidi in carcere “una ferita per la coscienza civile del Paese”.

5. Esecuzione penale esterna e legame con il territorio
Il dibattito ha toccato anche il tema delle misure alternative alla detenzione, sempre più cruciali nei territori socialmente fragili.
Dirigenti come la Dr.ssa Martina Rabai hanno evidenziato il valore dell’esecuzione penale esterna come strumento di reinserimento e prevenzione della recidiva.

Le immagini e la voce del convegno

L’intero evento è disponibile sulla WebTV della Camera dei Deputati al link:


👉 webtv.camera.it/evento/29206

È inoltre possibile rivedere gli interventi su piattaforme dedicate al sistema penitenziario, come il canale YouTube del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), che raccoglie testimonianze, progetti e documentari sul mondo delle carceri.


Un bilancio critico: parole, fatti e futuro

L’iniziativa della FSI-USAE rappresenta una voce sindacale forte e consapevole, che nasce dall’interno del sistema per proporre un cambiamento concreto.
La sfida, tuttavia, resta quella di trasformare la denuncia in riforma, le parole in atti, le analisi in politiche.

Molti dei problemi discussi — dalla mancanza di personale alla tutela psicologica dei detenuti — sono noti da decenni. La vera domanda è se oggi, dopo anni di allarmi inascoltati, si sia davvero pronti a costruire un nuovo modello penitenziario, fondato sulla dignità, la trasparenza e la responsabilità condivisa.


Il convegno ha lanciato un messaggio chiaro: la questione penitenziaria non riguarda solo chi è recluso, ma l’intera comunità.
Ogni fallimento del sistema carcerario è un fallimento collettivo; ogni passo avanti nella tutela dei diritti e nella rieducazione è una conquista di civiltà.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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