Appalti, Mazzetti (FI): “Da Busia confusione su numeri, attacca governo e normativa ma dati dicono altro”

Roma, 21 mag. – “È una materia, quella degli appalti, molto tecnica e molto delicata: fare sensazionalismo e fare confusione è molto facile, ma non aiuta il Paese. Busia, con il suo ruolo di presidente Anac, continua a scagliarsi contro il governo e contro la normativa sugli appalti. Lo fa, però, usando i dati in modo che facciano tornare le sue tesi contro il governo. Per esempio, Busia in un caso fa riferimento alle gare aperte e in un altro somma agli affidamenti diretti le gare a invito oltre i 140 mila euro ed entro la soglia europea, perché la normativa italiana è di derivazione europea, sempre bene ricordarlo. Per quanto riguarda gli stessi affidamenti diretti, bisogna ricordare che sono preceduti anche in virtù di una esplicita circolare del Mit, da interpelli, se non da vere e proprie procedure ordinarie. È una lettura dei dati, appunto, molto parziale e molto artificiale, che non registra la verità: infatti, se avesse fatto riferimento agli importi degli affidamenti – e non al numero – la proporzione sarebbe notevolmente diversa.Inoltre, ricordo al presidente Busia che i principi del codice appalti, avviato con il governo Draghi e approvato con il governo Meloni, è stato scritto in modo eccellente, compreso il regolamento, dal Consiglio di Stato allora presieduto dal compianto On. Franco Frattini, con l’apporto indispensabile del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici. Il codice ha dato – finalmente – una visione liberale e garantista, aperta al mercato, con fiducia nei confronti delle stazioni appaltanti e delle imprese, con il risultato al centro. La politica ha scelto: Busia se ne faccia una ragione”.Lo afferma l’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI.

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