“Il record di longevità politica raggiunto oggi dal Governo Meloni è la dimostrazione che l’Italia può avere stabilità, visione e autorevolezza, dentro e fuori i propri confini.
In questi anni la politica estera è stata uno dei tratti più distintivi dell’azione di Giorgia Meloni: abbiamo rafforzato il nostro ruolo in Europa e nell’Alleanza Atlantica, consolidato il rapporto strategico con gli Stati Uniti, mantenuto il sostegno all’Ucraina e restituito centralità al Mediterraneo. Con il Piano Mattei, inoltre, il nostro Paese ha proposto un nuovo modello di cooperazione con l’Africa, fondato su sviluppo, crescita, formazione, energia e reciproca responsabilità.
Abbiamo, infine, rafforzato i rapporti con i Paesi del Golfo e costruito una presenza italiana sempre più autorevole sui principali tavoli internazionali.
Ma c’è un cambiamento che ancora oggi qualcuno non vuole vedere e, soprattutto, non vuole riconoscere: tutto questo è stato possibile anche grazie alla tenacia di una donna.
Giorgia Meloni ha dimostrato che essere una donna alla guida del Governo non significa soltanto abbattere dei pregiudizi, ma anche trasformare quella responsabilità in politiche concrete per le altre donne, per i bambini e per le famiglie.
Lo dimostrano i provvedimenti a sostegno della natalità, le misure per favorire l’occupazione femminile e il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne e di tutela delle vittime.
E tutto questo è avvenuto mentre la Meloni è stata bersaglio di un odio che troppo spesso è stato considerato normale: sui social, attraverso campagne di delegittimazione e attacchi personali sulla stampa, fino ad arrivare a episodi di violenza e contestazioni nelle piazze.
Eppure, non si è fermata.
Ha continuato a lavorare, a governare e a rappresentare l’Italia nel mondo.
Agli attacchi ha risposto con il lavoro, all’odio con la determinazione, alle difficoltà con il senso di responsabilità.
È forse proprio questa la parte del record che qualcuno fa più fatica ad accettare: non è soltanto la storia del Governo più longevo della Repubblica. È anche la storia di una donna che ha dimostrato che si può arrivare ai vertici delle istituzioni senza rinunciare alla propria identità e che si può governare per le donne senza trasformare la difesa dei loro diritti in una battaglia ideologica.
Oggi, quindi, celebriamo la stabilità, la credibilità riconquistata dall’Italia e una politica estera che ha restituito al nostro Paese un ruolo da protagonista.
Ma celebriamo anche il coraggio di chi, davanti all’odio, ha scelto di andare avanti.
Questo è il cambiamento che la sinistra continua a non voler vedere. Ma che gli italiani, giorno dopo giorno, sta conoscendo e apprezzando.”

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