Pavia 16 aprile ’26 Bosco del Sasso presenta la terza etichetta d’artista firmata Lele Picà. Un omaggio al territorio e ai 30 anni del Club del Buttafuoco Storico Potente e morbido, austero ed elegante. È il Buttafuoco Storico Bosco del Sasso nella sua nuova veste artistica. Dopo l’ingresso nel Club del Buttafuoco Storico, che per l’azienda di Canneto Pavese rappresenta sia un importante riconoscimento che l’ impegno rinnovato verso l’eccellenza e la narrazione autentica del territorio, il rosso iconico si presenta in una bottiglia speciale. Uno Storico da collezione! Per il terzo anno consecutivo, l’etichetta d’autore di Buttafuoco Storico Bosco del Sasso è firmata dall’artista Lele Picà, che prosegue e amplia il percorso visivo intrapreso nelle precedenti edizioni. Per celebrare il trentesimo compleanno del Club del Buttafuoco Storico, l’artista introduce un’evoluzione significativa del proprio linguaggio: la linea diventa elemento narrativo centrale e filo conduttore dell’intera composizione. Protagonista dell’etichetta è l’iconico uomo con il cappello, cifra distintiva dell’immaginario di Lele Picà, che per l’occasione si tinge di rosso, richiamando il colore intenso del vino. L’uomo si lascia sollevare da un palloncino, simbolo della visione lungimirante dell’azienda, in un movimento ascensionale che suggerisce leggerezza, visione e futuro. Il filo del palloncino, senza mai interrompersi, si trasforma in una linea continua che disegna il paesaggio: delimita il cielo tra le nuvole, attraversa le colline, accarezza i filari delle vigne e scende fino a definire l’identità del Bosco del Sasso, raggiungendo le sue radici. “Per celebrare questa nuova annata, presentiamo una speciale etichetta d’autore, un’opera che colpisce per la sua forza evocativa: colori, tratti e suggestioni che riportano immediatamente all’ambiente dei vigneti, alle colline che si accendono al tramonto, alla vita che scorre tra i filari. Un’immagine capace di parlare al cuore del consumatore, di trasmettere emozione prima ancora di stappare la bottiglia”, ha commentato la titolare di Bosco del Sasso, Manuela Centinaio. La composizione mantiene inoltre gli elementi iconici della leggenda del Buttafuoco Storico: il veliero naviga tra i torrenti Versa e Scuropasso, richiamando la narrazione di una battaglia mai combattuta, mito fondativo che accompagna questo grande rosso dell’Oltrepò Pavese. Arte e territorio si fondono in un racconto visivo che va oltre il prodotto. “Raccontiamo un’identità, un modo di vivere la vigna e il lavoro artigianale, un legame profondo con la nostra terra – continua Centinaio – Crediamo che il Buttafuoco Storico sia molto più di un’etichetta: è un patrimonio culturale da proteggere e valorizzare”.

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