ROMA – Novità per il TFR dei lavoratori dipendenti del settore privato. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato la pubblicazione del decreto interministeriale del 4 settembre 2026 che istituisce il nuovo modulo TFR3, destinato a rendere operative le nuove regole sulla destinazione del trattamento di fine rapporto e sulla previdenza complementare.
Il provvedimento interessa i lavoratori del settore privato assunti a partire dal 1° luglio 2026 e dà attuazione alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
TFR, cosa cambia dal 1° luglio 2026
Una delle novità principali riguarda i tempi concessi al lavoratore per decidere sulla destinazione del TFR.
Per chi viene assunto per la prima volta come lavoratore dipendente del settore privato dopo il 30 giugno 2026, il termine previsto è di 60 giorni dalla data di assunzione.
Il lavoratore può scegliere di destinare il TFR a una forma di previdenza complementare oppure, nei casi previsti, mantenerlo presso il datore di lavoro.
Se entro i 60 giorni non viene espressa una scelta, entra in funzione il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare.
Cosa succede se il lavoratore non sceglie
In assenza di una scelta espressa entro il termine previsto, il TFR maturando viene destinato alla forma pensionistica collettiva individuata sulla base del contratto o dell’accordo applicato nell’azienda.
Se sono disponibili più forme pensionistiche collettive, la destinazione avviene secondo i criteri stabiliti dalla nuova disciplina.
Le regole cambiano anche per chi viene assunto dopo il 30 giugno 2026 ma ha già avuto precedenti rapporti di lavoro: in questo caso è necessario considerare anche l’eventuale adesione già esistente a un fondo pensione e la precedente destinazione del TFR.
Arriva il nuovo modulo TFR3
Il decreto firmato dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, istituisce ufficialmente il modulo TFR3.
Il nuovo documento servirà al lavoratore per esercitare le scelte previste dalla normativa e al datore di lavoro per adempiere agli obblighi connessi alla nuova disciplina.
Il datore di lavoro, al momento dell’assunzione, è inoltre tenuto a fornire al dipendente le informazioni necessarie sulla previdenza complementare, sulle possibilità disponibili e sui termini entro i quali effettuare la scelta.
Chi resta fuori dalle nuove regole
La nuova disciplina non riguarda indistintamente tutti i lavoratori.
Le disposizioni sull’adesione automatica introdotte dal 1° luglio interessano i dipendenti del settore privato, mentre sono esclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori domestici.
Per chi era già stato assunto entro il 30 giugno 2026 e non instaura un nuovo rapporto di lavoro continuano invece ad applicarsi le regole precedenti.
Una novità che interessa direttamente migliaia di nuovi assunti e che rende ancora più importante conoscere, fin dall’ingresso in azienda, le conseguenze delle diverse scelte sulla destinazione del proprio TFR.

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