Donne, famiglia, lavoro, sicurezza e inclusione al centro dell’incontro nazionale del Dipartimento Pari Opportunità della Lega. Sbai: trasformare i principi in tutele concrete e costruire un’agenda capace di partire dai territori.
ROMA – Le pari opportunità non possono esaurirsi in una dichiarazione di principio. Devono tradursi nella vita quotidiana delle persone: nella possibilità per una donna di lavorare senza essere costretta a scegliere tra professione e famiglia, nella capacità delle istituzioni di intervenire contro la violenza, nell’accesso ai servizi e nell’inclusione delle persone più fragili.
È attorno a questi temi che si è sviluppato l’Incontro nazionale del Dipartimento Pari Opportunità della Lega, tenutosi mercoledì 16 settembre alla Sala Salvadori di Roma e aperto dall’onorevole Souad Sbai, responsabile nazionale del Dipartimento. L’appuntamento ha riunito rappresentanti provenienti da diverse realtà territoriali e professionali.
Nel suo intervento introduttivo, Sbai ha posto l’accento sulla necessità di legare il concetto di pari opportunità a strumenti concreti di tutela, dignità, sicurezza ed empowerment. L’obiettivo indicato dall’organizzazione è costruire un’agenda di iniziative politiche, legislative e culturali che raccolga anche le esigenze provenienti dai territori.
Donne e famiglie: il nodo dei diritti concreti
Il confronto ha attraversato ambiti diversi ma strettamente collegati: dalla conciliazione tra famiglia e lavoro alla violenza contro le donne, dalle disabilità alla salute, fino alla rappresentanza femminile e alle condizioni necessarie per rendere effettiva l’autonomia delle donne.
Tra gli interventi anche quello della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli della senatrice Stefania Pucciarelli, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e l’onorevole Giorgia Latini, responsabile nazionale del dipartimento cultura. Hanno partecipato inoltre professioniste, rappresentanti del mondo associativo, responsabili territoriali e figure impegnate in differenti settori della società civile.Una pluralità di esperienze che ha dato all’incontro un carattere non soltanto politico, ma anche operativo: mettere in comunicazione istituzioni e territori per individuare problemi e possibili strumenti di intervento.Al tavolo hanno preso parte, tra gli altri, Valentina Piraino, Olga Rilampa, Francesca Corraro, Fabiana Gardini, Elisabetta Franzoia, Giulia Licata, Nicole Dell’Aquila, Monica Chessa, Francesco Gattus, Roberta Di Filippo, Maria Rosaria Pace, Alessandra Guida, Veronica Sansuini, Adriana Cantiani, Luigia Aristodemo, Giorgia Martinelli e Valeria Velo.
Dalla parità formale alla possibilità di scegliere
È proprio questo uno dei temi che emerge dal confronto: la distanza che può ancora esistere tra il riconoscimento formale di un diritto e la possibilità concreta di esercitarlo.
Parlare di pari opportunità significa quindi affrontare contemporaneamente servizi per l’infanzia, occupazione femminile, contrasto alla violenza, sostegno alle famiglie e inclusione. Questioni differenti che finiscono per incontrarsi su un punto comune: l’autonomia della persona.
L’incontro romano ha puntato così a mettere in relazione il livello nazionale con quello territoriale, raccogliendo contributi ed esperienze diverse in vista di successive iniziative. La sfida indicata da Sbai è trasformare il confronto in un’agenda concreta, capace di portare le esigenze raccolte sul territorio dentro l’azione politica e istituzionale.


