Grazie Presidente, onorevoli, colleghe, onorevoli colleghi, rappresentanti del governo, sentendo questo intervento che mi ha preceduto qualcuno potrebbe pensare che il ministro Salvini è qui in aula. Invece vogliamo rassicurare tutti: anche oggi, come tutte le volte in cui quest’aula si occupa delle questioni di trasporto, il ministro Salvini non c’è, evidentemente è da qualche altra parte a occuparsi di qualcos’altro. Ora, come ha spiegato molto bene nel suo intervento sull’articolo 1 il nostro capogruppo in commissione Anthony Barbagallo, non possiamo assolutamente votare questa proroga, e non possiamo votare questa proroga, perché ha un particolare merito, forse unicità: arriva contemporaneamente troppo tardi e troppo presto. Arriva troppo tardi perché, lo hanno ricordato tutti gli interventi che mi hanno preceduto su questo tema, si è fatto un grande lavoro in Parlamento, in commissione, in aula. L’articolo 35, la delega, l’impegno al governo di riscrivere interamente il codice della strada, era arrivato in Parlamento proprio qui nel marzo del 2024, era stato approvato in Senato nel novembre del 2024. Sono passati ormai quasi due anni da quel giorno, ed era stato chiesto al governo proprio di aprire il confronto per realizzare questo obiettivo. Ecco, tutto questo non è avvenuto: il governo ha tenuto quella delega in un cassetto e l’ha tirata fuori dal cassetto solo a luglio e agosto, mandando, recapitando un nuovo testo di codice della strada di 1075 pagine a oltre un centinaio di soggetti, ai sindaci, alle amministrazioni, alle imprese, alle associazioni. Ma questo nuovo codice che ha presentato conteneva sì alcuni principi che erano indicati, diciamo, nella delega, ma ne stravolgeva il significato: era un codice nuovo che nasceva vecchio. Ora, il principale limite di questo codice, ed è paradossale doverlo dire oggi, nel giorno in cui si apre la settimana europea della mobilità sostenibile – sul sito del MIT si legge che ci sono 90 eventi per promuovere una mobilità accessibile, sostenibile per tutti, che arrivi veramente a garantire il diritto, l’effettività del diritto, a tutti i cittadini – è che voi, con questo codice, dopo aver cancellato dal ministero, giustamente ricordato, la mobilità sostenibile, la cancellate anche come principio fondamentale ispiratore del codice della strada. Voi state togliendo un principio fondamentale insieme a quello della sicurezza stradale, e state cercando di riscriverlo con altre parole. Ma se aveste letto, e se leggeste, quelle che sono le osservazioni che vi arrivano dai comuni – e io vi voglio ringraziare per il lavoro fatto da Roma, Milano, Bologna, Torino, gli altri comuni che in queste ore stanno evidenziando i limiti contenuti in questo codice – poi vi rendereste conto che la proposta che avete fatto rappresenta un arretramento, non un avanzamento, rispetto ai grandi temi che stanno affrontando tutte le città in Europa e nel mondo. Penso al tema di come affrontare il grande tema della velocità, della disattenzione, per cercare di ridurre, di portare a zero, non solamente accontentarsi di una piccola diminuzione delle morti sulle strade, al tempo stesso garantire quella che è una mobilità più sicura per tutti. Ecco, vedete, voi avete pensato a un codice per le auto, ma avete dimenticato che dentro quelle auto ci sono persone. E voi, con la mobilità insostenibile che state costruendo, con la vostra azione di governo, state danneggiando le possibilità di quelle persone. I numeri sono enormi: noi abbiamo 7 persone su 10 che non utilizzano mai il trasporto pubblico locale, abbiamo raggiunto un indice di motorizzazione molto più alto della media europea, siamo arrivati a oltre 70 auto ogni 100 abitanti, e queste persone che si muovono in auto sono condannate a utilizzare l’auto perché nelle periferie e nelle aree interne, con i tagli di questo governo, non ci sono le risorse per garantire servizi efficienti. E muoversi in auto diventa l’unico strumento possibile per poter andare a scuola, per poter portare i figli a scuola, per poter andare al lavoro, per potersi curare. Ecco, di fronte a tutto questo voi non vi rendete conto di quelle che sono le difficoltà. Le auto sono sempre più vecchie, oltre i 12 anni di età media, sono sempre meno utilizzate, per il 93 e il 95% del tempo, e rappresentano un costo sempre maggiore, un costo sociale pubblico, testimoniamo. Il traffico costa 34 miliardi di euro ogni anno. La sicurezza stradale potrebbe ridurre quella cifra drammatica di 23 miliardi di euro che l’ISTAT ha rivelato che noi, tra i danni alle persone e alle cose, andiamo a raggiungere. Stiamo parlando di tre volte le risorse dell’ultima manovra finanziaria, che noi bruciamo ogni anno in una mobilità insostenibile, nel traffico, nelle lamiere, nel sangue, sulle nostre strade. E di fronte a tutto questo, non solo non mettete in campo un’inversione di rotta, ma andate, anzi, a contrastare l’azione di quei sindaci, di quelle amministrazioni che sono in prima linea ogni giorno insieme alle associazioni dei familiari delle vittime per difendere le vite – e l’attacco finale che voi inserite dentro questo codice è l’ennesimo attacco nei confronti di quelle che sono le prerogative di chi è in prima linea sul territorio. Voi, vedete, accentrate i poteri ancora una volta, ma chi deve decidere i limiti di velocità, delle ZTL, le aree pedonali, i controlli elettronici, dovrebbero essere messi nelle migliori condizioni di decidere: i primi cittadini, di ogni colore politico, dell’opposizione come della maggioranza. Invece voi li ostacolate, per cercare di portare avanti la vostra crociata ideologica, che è una crociata contro la mobilità sostenibile, contro la micromobilità, contro la mobilità attiva, ma che alla fine genera quei costi enormi per le casse dello Stato e costi molto pesanti per quanto riguarda la vita dei cittadini. Anche da un punto di vista tecnologico state fallendo completamente. È stato detto, ma lo voglio ricordare perché avete raggiunto un paradosso sulla guida autonoma, sulla guida autonoma siamo arrivati a questa idea della guida autonoma con conducente, che tra l’altro è anche uno schiaffo nei confronti del lavoro parlamentare che avevamo fatto insieme. E io voglio ringraziare il lavoro che si era fatto in commissione, in cui avevamo chiesto semplicemente di cercare di guardare anche a come questo tema si sta affrontando a livello comunitario. C’è l’esperienza del Regno Unito, della Francia, della Germania, c’è un’idea di costruire; noi avevamo addirittura votato di fare un piano nazionale della guida autonoma, di cui non c’è traccia, diciamo, nell’azione del governo, di costruire una regia per essere protagonisti, non solamente spettatori paganti di queste trasformazioni, per coinvolgere i sindacati, i lavoratori, dentro questi cambiamenti, per fare sì che quei benefici che saranno generati possano arrivare anche nella loro vita, e per mettere in campo quelle politiche che servono a fare sì che nascano i campioni italiani, europei, della guida autonoma, che possano garantire non solo il futuro della mobilità, ma anche il futuro industriale, il futuro dell’automotive nel nostro paese. Ecco, no, voi fate una norma scritta così male che potrebbe far scappare dall’Italia, verso altri paesi europei, gli investimenti, come avete già fatto scappare l’import e l’export con l’assurda norma della tassa Meloni sui pacchi italiani, contro la logistica italiana, che oggi per l’ennesima volta avete rinviato, ma che non avete mai il coraggio di cancellare definitivamente. E quindi anche questa norma deve essere corretta, e per questo è troppo presto il 14 ottobre, poi 150 giorni da quando la manderete alla Camera per completare tutto l’iter, perché è pieno di errori il progetto che avete in Parlamento, non avete ancora mandato, ma che state condividendo sui territori. Ma perché forzate così tanto su un tema così grave e così pieno di errori nell’impostazione ideologica, invece di fare della sicurezza stradale un grande tema su cui il Parlamento potrebbe, dovrebbe votare unito, come vi avevamo chiesto su tanti temi? Pensate agli angoli ciechi per i mezzi pesanti, all’idea di intervenire insieme per sostenere e mettere la tecnologia al servizio di salvare le vite laddove persone vengono schiacciate senza nemmeno essere viste. Voi non lo fate, perché l’unica cosa che vi interessa è l’annuncio, è l’effetto propaganda. Ma il fallimento nei trasporti del ministro Salvini si inserisce in un fallimento più grande, che è il fallimento della presidente Meloni. E di fronte a questo fallimento noi abbiamo un’idea alternativa che stiamo costruendo: lo ha fatto la nostra segretaria in maniera molto chiara e molto netta a Reggio Emilia, ma tutte le forze dell’alternativa progressista, dell’opposizione parlamentare, si stanno battendo. Abbiamo presentato insieme una mozione unitaria sul trasporto pubblico, chiediamo di usare tre miliardi di investimenti possibili grazie alla flessibilità UE, proprio per garantire quegli interventi per il trasporto rapido di massa e gli altri interventi che servono, che vi siete dimenticati di finanziare nei comuni. Voi, invece, che cosa annunciate anche oggi? L’ennesimo strumento di propaganda: il bollo auto. Tra l’altro, non è l’abolizione del bollo auto – diamo una notizia – è una sospensione del bollo auto, che serve esclusivamente per la campagna elettorale di questo governo, e che non abbiamo capito come sarà coperto, che non avete il coraggio di presentare in maniera strutturale, quando in realtà chi sconta i danni degli errori dei vostri quattro anni, e abbiamo visto l’esplosione dell’inflazione, l’aumento del caro carburanti, nell’aumento del 30% del costo del gas, del 10% dell’energia, ecco il bollo più grave che pagano gli italiani è il bollo Meloni per il fallimento del vostro governo. E quello deve essere abolito, ma per abolirlo non basta un consiglio dei ministri, servono le prossime elezioni e speriamo che vengano il prima possibile, non per il PD, non per l’opposizione, ma per le persone e per le imprese che prendete in giro con la vostra propaganda. https://youtu.be/qUPoS68zmSI

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