CARCERE DI CALTAGIRONE, GRAVISSIMA AGGRESSIONE A UN POLIZIOTTO PENITENZIARIO SARDISCO: «BASTA ATTENDERE, SERVONO SUBITO STRUMENTI E INTERVENTI MIRATI»

Caltagirone – Gravissima aggressione nel carcere di Caltagirone, dove un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria è stato aggredito durante una perquisizione straordinaria nel reparto “Accettazione”. Il poliziotto, colpito ripetutamente al volto e alla testa, ha riportato un trauma cranico, la frattura del setto nasale e una profonda ferita al volto provocata dalla rottura degli occhiali. Dopo le prime cure al pronto soccorso dell’ospedale Calatino, si è reso necessario il ricovero. Determinante è stato l’intervento dei colleghi, che ha evitato conseguenze ancora più gravi. «Non possiamo continuare ad affidare la sicurezza dei nostri colleghi alla buona sorte – denuncia Salvatore Sardisco, già Sovrintendente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria e Vicepresidente del Parlamento della Legalità Internazionale –. Le aggressioni sono ormai una realtà troppo frequente negli istituti penitenziari. Caltagirone dimostra ancora una volta che le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria non possono più essere considerate normali». Sardisco richiama la necessità di interventi immediati: rafforzamento degli organici, individuazione dei detenuti maggiormente problematici, trasferimento tempestivo dei soggetti violenti, strumenti di difesa adeguati, protocolli operativi aggiornati e formazione specifica del personale. «Abbiamo già rappresentato queste criticità al Senatore Raoul Russo, attraverso una relazione sulle condizioni del Corpo. Ora servono risposte concrete. La Polizia Penitenziaria deve essere messa nelle condizioni di operare in sicurezza e non può essere lasciata sola di fronte a situazioni di rischio sempre più elevate». «Un collega è stato aggredito mentre svolgeva il proprio dovere e oggi è ricoverato per le lesioni riportate. – conclude Sardisco – Le dichiarazioni di principio non bastano più. Lo Stato deve proteggere concretamente chi ogni giorno, dentro le carceri, rappresenta lo Stato. Non aspettiamo la prossima aggressione per intervenire. Dopo Caltagirone, servono risposte. Subito.»

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