Roma, l’ANSI commemora all’Altare della Patria gli 80 anni di attività

Deposta una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto in omaggio a tutti i Caduti per la Patria e per ragioni di servizio

ROMA – Si è svolta oggi, presso l’Altare della Patria, la cerimonia commemorativa organizzata dall’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia in occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione del Sodalizio.

Il momento centrale della celebrazione è stato rappresentato dalla deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, luogo simbolo della memoria nazionale e dell’unità del Paese. Con questo gesto solenne, l’ANSI ha inteso rendere omaggio a tutti i Caduti per la Patria e a quanti hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere e per ragioni di servizio.

La cerimonia ha riunito rappresentanti dell’Associazione, sottufficiali in servizio e in quiescenza, delegazioni provenienti da diverse realtà territoriali e appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia.

La presenza all’Altare della Patria ha assunto un significato particolarmente profondo: davanti al Milite Ignoto, infatti, ogni uniforme, ogni grado e ogni appartenenza istituzionale si ricongiungono nel comune sentimento di servizio verso la Nazione.

L’ottantesimo anniversario costituisce per l’ANSI non soltanto una ricorrenza celebrativa, ma anche un’occasione per ripercorrere una storia fatta di impegno, responsabilità e vicinanza alle istituzioni.

Da otto decenni, l’Associazione rappresenta e valorizza il ruolo dei sottufficiali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, figure essenziali nell’organizzazione dello Stato e nella tutela della sicurezza, della legalità e della comunità nazionale.

Una storia di valori e professionalità

Il sottufficiale, nella tradizione militare e istituzionale italiana, è chiamato a coniugare competenza tecnica, esperienza, equilibrio e autorevolezza. È spesso il punto di riferimento quotidiano per il personale dipendente, il raccordo tra i diversi livelli della gerarchia e una presenza concreta nei reparti, nei comandi e nei servizi.

La sua professionalità si esprime nella continuità dell’azione, nella capacità di assumere responsabilità e nella disponibilità ad affrontare, con disciplina e spirito di sacrificio, situazioni complesse e impegnative. È un ruolo che richiede preparazione costante, senso della misura e piena consapevolezza dell’importanza della missione affidata.

In ottant’anni di attività, l’ANSI ha seguito l’evoluzione della società italiana e delle istituzioni, accompagnando le profonde trasformazioni che hanno interessato le Forze Armate, le Forze di Polizia e l’intero comparto della sicurezza e della difesa. La storia del Sodalizio si è intrecciata con quella della Repubblica, conservando intatta la propria vocazione: tutelare la memoria, valorizzare le competenze e rafforzare il senso di appartenenza di una categoria fondamentale per il Paese.

«La nostra Associazione compie 80 anni di attività – dichiara Gaetano Ruocco, Presidente Nazionale dell’ANSI – un sodalizio custode dei Valori Nazionali, delle capacità professionali e dell’abnegazione dei Sottufficiali. La deposizione della corona di alloro al Sacello del Milite Ignoto è l’omaggio che tutti noi, uomini e donne in servizio e in quiescenza, vogliamo fare al Primo Soldato d’Italiaᄏ.

Le parole del Presidente Nazionale sottolineano la continuità ideale tra passato, presente e futuro dell’Associazione.

La memoria dei Caduti non rappresenta un semplice richiamo alla storia, ma costituisce una responsabilità civile e morale.

Ricordare significa riconoscere il valore di quanti hanno servito il Paese, spesso in condizioni di estremo pericolo, e riaffermare l’importanza dei principi che guidano ogni forma di servizio pubblico: fedeltà alle istituzioni, rispetto della Costituzione, senso del dovere e tutela della dignità umana.

Il Milite Ignoto, simbolo dell’unità nazionale

Questi valori trovano nella commemorazione del Milite Ignoto la loro più alta sintesi. Il Soldato senza nome, scelto per rappresentare tutti coloro che hanno perso la vita nei conflitti e nelle missioni al servizio dell’Italia, è il simbolo di una memoria collettiva che non appartiene soltanto al mondo militare, ma all’intera comunità nazionale.

Il suo sacrificio richiama il dovere di custodire la pace, difendere le istituzioni e trasmettere alle nuove generazioni il significato della responsabilità e del servizio.

Nel Sacello, dedicato a un soldato del quale non si conosce il nome, sono idealmente accolti i nomi e i volti di tutti i Caduti, senza distinzione di grado, arma, Corpo o appartenenza.

La deposizione della corona si è svolta secondo il consueto protocollo delle cerimonie commemorative, in un clima di raccoglimento e partecipazione.

Il silenzio, l’omaggio al Sacello e la presenza dei rappresentanti dell’ANSI hanno reso visibile il legame tra l’Associazione e la più ampia comunità nazionale.

L’Altare della Patria, con la sua collocazione nel cuore di Roma, ha fatto da cornice a una celebrazione capace di unire la dimensione associativa a quella istituzionale e patriottica.

La maestosità del Vittoriano ha esaltato il valore di un momento nel quale la gratitudine verso i Caduti si è incontrata con l’orgoglio per il cammino compiuto dall’ANSI e con la volontà di continuare a servire la Repubblica.

Il valore del servizio

In un contesto caratterizzato da nuove minacce, trasformazioni tecnologiche e crescente complessità degli scenari operativi, il ruolo dei sottufficiali continua a essere determinante. Le competenze professionali, l’esperienza maturata sul campo e la capacità di operare con tempestività e rigore costituiscono elementi indispensabili per garantire l’efficienza delle strutture e la qualità dei servizi resi al Paese.

A tali aspetti si aggiunge la dimensione umana. Il servizio nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia richiede preparazione, ma anche sensibilità, equilibrio e consapevolezza.

Gli uomini e le donne in uniforme sono chiamati a intervenire in situazioni spesso difficili, a proteggere i cittadini e a rappresentare lo Stato anche nei momenti di maggiore emergenza.

In questo quadro, l’abnegazione non è una formula retorica, ma una concreta disponibilità a mettere il bene comune davanti agli interessi individuali. È la scelta quotidiana di operare con disciplina, professionalità e coraggio, anche quando il compito richiede sacrifici personali e familiari.

Il valore del servizio si misura nella presenza silenziosa e costante di chi garantisce sicurezza, soccorso, difesa e legalità. Migliaia di donne e uomini svolgono ogni giorno il proprio dovere lontano dai riflettori, assicurando il funzionamento delle istituzioni e contribuendo alla protezione della collettività.

È proprio questa dimensione concreta del servizio che l’ANSI intende custodire e promuovere. La celebrazione dell’anniversario è dunque rivolta tanto alla memoria quanto al futuro: ricordare gli ottant’anni trascorsi significa riconoscere il lavoro svolto dalle generazioni che hanno contribuito a costruire e rafforzare l’Associazione; guardare ai prossimi anni significa rinnovare l’impegno a sostenere i sottufficiali, valorizzarne la professionalità e mantenere vivo il rapporto con le istituzioni e con la società.

Un ponte tra generazioni

Particolare rilievo assume anche il legame tra il personale in servizio e quello in congedo. La partecipazione degli uomini e delle donne in quiescenza testimonia che il rapporto con l’uniforme e con i valori del servizio non si esaurisce con la conclusione della carriera.

L’esperienza maturata rimane una risorsa per la comunità, mentre la memoria delle attività svolte e dei colleghi scomparsi contribuisce a costruire una continuità tra le diverse generazioni. La presenza dei veterani accanto al personale in servizio rappresenta un ponte tra ciò che è stato e ciò che sarà, tra le tradizioni consolidate e le nuove sfide.

La deposizione della corona al Milite Ignoto ha rappresentato proprio questa continuità. Nel gesto simbolico dell’omaggio floreale sono confluite le storie personali e professionali di migliaia di sottufficiali, insieme al ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere.

Ogni presenza, ogni uniforme e ogni delegazione hanno contribuito a dare forma a una memoria condivisa.

Da Giovanni Michele de Ficchy

Scrittore, giornalista indipendente specializzato in questioni economiche, scenari internazionali e criminalistica. Ambasciatore di Pace Onu. criminologo investigativo.

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