FSI-USAE: “La Sanità italiana al collasso, servono soluzioni immediate e rispetto per i lavoratori”



Roma, 11 novembre 2025 – L’urgenza di un intervento strutturale nella sanità pubblica italiana torna al centro del dibattito con la denuncia della Federazione Sindacati Indipendenti (FSI-USAE), che in un comunicato diffuso oggi lancia un grido d’allarme sullo stato di crisi del sistema sanitario nazionale.

Secondo la Federazione, i segnali di cedimento sono ormai sotto gli occhi di tutti: carenza cronica di personale, sovraccarico dei turni, aumento delle dimissioni volontarie e difficoltà crescenti nel garantire cure tempestive ai cittadini. “Il personale sanitario è stremato e abbandonato”, scrive la FSI-USAE, denunciando una condizione lavorativa che mette a rischio sia i professionisti sia la qualità dell’assistenza.

“Il nostro sistema sanitario è un pilastro costituzionale e va difeso non solo con le parole, ma con i fatti. Servono investimenti reali, assunzioni e tutele concrete per chi lavora in prima linea”, si legge nella nota ufficiale.



La Federazione chiede al Governo un confronto urgente e l’apertura di un tavolo di crisi per definire misure immediate: revisione dei contratti, riconoscimento economico delle competenze e un piano straordinario di assunzioni.

La denuncia arriva in un momento critico per la sanità pubblica: in molte regioni, interi reparti ospedalieri rischiano la chiusura per mancanza di personale e i tempi di attesa per visite e interventi si allungano in modo preoccupante. “La sanità pubblica – avverte la FSI-USAE – non può trasformarsi in un privilegio per pochi, ma deve restare un diritto universale garantito a tutti i cittadini”.

In allegato al comunicato, la lettera ufficiale dell’USAE, che dettaglia le richieste rivolte alle istituzioni e ribadisce la volontà del sindacato di avviare un dialogo costruttivo, ma deciso, con le autorità competenti.


“Difendere la sanità pubblica significa difendere la dignità del lavoro e il diritto alla salute di tutti”, conclude la nota.



Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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