Criminalità minorile, mafie digitali, radicalizzazione e futuro della Lega. Il senatore Gianluca Cantalamessa, intervistato per Format Lab Academy, affronta le emergenze della sicurezza e la crisi educativa del Paese. Sul congresso del Carroccio: «Salvini esce rafforzato».

ROMA – La criminalità cambia volto, conquista i social, attraversa i confini e si insinua nei circuiti dell’economia globale. Ma accanto alle nuove minacce alla sicurezza emerge una questione forse ancora più profonda: la progressiva perdita del senso delle regole e della responsabilità educativa. È questo il filo conduttore dell’intervista al senatore Gianluca Cantalamessa, esponente della Lega e componente della Commissione parlamentare Antimafia, ospite di Format Lab Academy. Un confronto che spazia dalla criminalità minorile alla radicalizzazione islamista, dalle nuove mafie al Made in Italy, fino agli equilibri politici della Lega dopo il recente congresso. A colpire è soprattutto una riflessione del senatore, destinata ad alimentare il dibattito: non sarebbero i giovani a essere peggiori delle generazioni precedenti, ma gli adulti ad aver rinunciato a trasmettere regole e responsabilità. Criminalità minorile: i social come strumenti di reclutamento La prima questione riguarda l’utilizzo dei social network da parte di giovani coinvolti in attività criminali. Piattaforme nate per comunicare possono trasformarsi in vetrine dell’illegalità, dove violenza, denaro e ostentazione diventano strumenti di consenso. Cantalamessa rivendica una propria iniziativa legislativa, confluita secondo quanto riferisce nel decreto Sicurezza, per intervenire sull’utilizzo dei profili social da parte di minori responsabili di determinati reati. Il senatore denuncia anche l’attività di reclutamento condotta attraverso le piattaforme digitali da alcune organizzazioni criminali, che propongono ai ragazzi modelli di ricchezza facile e apparente successo. Ma oscurare un profilo può essere sufficiente a contrastare un fenomeno che affonda le radici nella cultura dell’emulazione? Nel corso dell’intervista emerge anche il problema delle garanzie individuali. La necessità di contrastare la propaganda criminale deve infatti confrontarsi con i principi di proporzionalità e tutela dei diritti. La sicurezza non può essere misurata soltanto dalla severità delle misure, ma anche dalla loro efficacia e legittimità. La responsabilità degli adulti e il ruolo della famiglia È sul disagio giovanile che Cantalamessa sviluppa una delle riflessioni più significative. Secondo il senatore, la generazione adulta avrebbe progressivamente indebolito il valore dell’autorità educativa, crescendo i figli senza regole sufficientemente chiare e attribuendo poi ai ragazzi la responsabilità delle conseguenze. Da questa analisi nasce la proposta di introdurre percorsi obbligatori di recupero delle competenze genitoriali per i genitori di minori coinvolti in determinati reati. «I genitori dove erano?», domanda Cantalamessa, richiamando episodi di violenza commessi da adolescenti. Il senatore sottolinea inoltre l’importanza dell’educazione civica, dello sport, della disciplina scolastica e del contrasto alla dispersione. La questione, tuttavia, è più complessa della semplice contrapposizione tra permissivismo e severità. Le famiglie non vivono tutte nelle medesime condizioni e il disagio minorile può essere alimentato anche da fragilità economiche, isolamento sociale e carenza di servizi educativi. La vera sfida politica consiste allora nel comprendere come affiancare alla responsabilizzazione dei genitori un sistema di prevenzione capace di intervenire prima che il disagio diventi devianza. Radicalizzazione islamista: la proposta sugli imam Altro tema delicato è quello della radicalizzazione islamista, con particolare attenzione anche al contesto penitenziario. Cantalamessa sostiene la necessità di una regolamentazione della figura degli imam in Italia, proponendo un organismo di riferimento e l’utilizzo della lingua italiana nella predicazione. L’obiettivo dichiarato è favorire trasparenza e prevenzione, senza mettere in discussione la libertà religiosa. Il senatore richiama gli attentati terroristici che hanno colpito la Francia, sostenendo la necessità di intervenire prima che eventuali processi di radicalizzazione si traducano in violenza. È un terreno sul quale il confronto politico richiede particolare equilibrio. Contrastare l’estremismo violento è un dovere dello Stato; garantire la libertà religiosa è un principio costituzionale. La credibilità delle politiche di prevenzione dipenderà dalla capacità di tutelare entrambi. Le nuove mafie: meno violenza visibile, più potere finanziario Dalla sua esperienza nella Commissione Antimafia, Cantalamessa descrive una criminalità organizzata profondamente trasformata. Le mafie, osserva, possono sparare meno senza essere diventate meno pericolose. La loro forza si manifesta sempre più attraverso operazioni finanziarie, riciclaggio, criptovalute e collegamenti internazionali. Il senatore richiama una missione presso la sede dell’FBI a Quantico, negli Stati Uniti, durante la quale sarebbero stati illustrati anche casi di riciclaggio attraverso strumenti digitali collegati ai videogiochi. Le organizzazioni criminali operano ormai come vere multinazionali, capaci di costruire alleanze e gestire traffici su scala globale. Cantalamessa rivendica l’eccellenza della legislazione antimafia italiana e delle capacità investigative di magistratura e forze dell’ordine. Ma la trasformazione delle mafie impone una domanda: gli strumenti di contrasto stanno evolvendo alla stessa velocità delle organizzazioni criminali? Perché oggi combattere la mafia significa anche saper seguire il denaro, interpretare le tecnologie e rafforzare la cooperazione internazionale. Made in Italy: restituire dignità al lavoro artigianale Il confronto affronta anche il futuro del sistema produttivo italiano. Cantalamessa evidenzia il paradosso di un Made in Italy apprezzato nel mondo, mentre molte piccole imprese e attività artigianali faticano a ottenere un ritorno economico adeguato. Secondo il senatore, una parte della responsabilità è culturale: per anni il lavoro manuale sarebbe stato considerato meno prestigioso rispetto alle professioni intellettuali. Occorre invece restituire valore ai mestieri, sostenere le imprese nell’accesso al credito, favorire digitalizzazione e internazionalizzazione. Una riflessione che riguarda direttamente anche il Mezzogiorno, dove la perdita di giovani e competenze continua a rappresentare una delle principali sfide economiche e sociali. Lega, Cantalamessa: «Il congresso ha rafforzato Salvini» L’intervista si conclude con uno sguardo agli equilibri interni della Lega. Cantalamessa definisce il recente congresso un momento di confronto democratico, anche acceso, ma positivo per il futuro del partito. Il risultato ottenuto da Matteo Salvini, superiore all’80 per cento secondo quanto riferito dal senatore, viene interpretato come una conferma della leadership e un rafforzamento della segreteria politica. Il congresso, tuttavia, non chiude automaticamente il confronto sulle prospettive del Carroccio. Una leadership consolidata rappresenta un punto di partenza. La vera prova sarà tradurre il consenso interno in una linea politica riconoscibile e capace di rispondere alle aspettative dell’elettorato. Sicurezza e responsabilità: la sfida che riguarda tutta la politica Dalle parole di Cantalamessa emerge una visione politica fondata sul recupero delle regole, sulla centralità della famiglia, sulla sicurezza e sulla valorizzazione dell’identità produttiva nazionale. Ma l’intervista solleva anche una questione che supera i confini di partito. Se la crisi educativa è il risultato di responsabilità collettive, nessuna risposta esclusivamente repressiva potrà essere sufficiente. Servono istituzioni autorevoli, famiglie sostenute nel proprio ruolo, scuole capaci di formare cittadini e una politica disposta a investire nella prevenzione almeno quanto nelle sanzioni. Perché uno Stato non dimostra la propria forza soltanto quando punisce chi viola le regole, ma soprattutto quando riesce a costruire una società nella quale quelle regole vengono comprese, riconosciute e rispettate.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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