17 aprile 2026 – Non c’è spazio per l’ottimismo, ma solo per una profonda, amarissima delusione. Quello che doveva essere il giorno della svolta per migliaia di lavoratori delle Rappresentanze estere si è trasformato nel giorno del grande tradimento istituzionale. La pubblicazione della Nota Verbale da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) è un atto che calpesta mesi di impegno, incontri e speranze. Il Cerimoniale ha scelto la strada del più bieco immobilismo, ignorando ogni accordo politico sulla necessità di una nota incisiva. Avevamo chiesto con forza di eliminare la dicitura “Linee Guida” per dare autorevolezza alla nuova disciplina, ma la burocrazia ministeriale ha risposto con un “copia e incolla” che riporta tutto all’anno zero. Il testo per il triennio 2026-2028 viene ancora una volta declassato a semplici “linee guida”, privando i lavoratori di qualsiasi certezza normativa. È un colpo di spugna inaccettabile, aggravato dal fatto che, in totale assenza di un CCNL di settore, l’unico scudo per i dipendenti locali era proprio l’autorevolezza della comunicazione del MAECI. Invece, il Ministero ha messo nero su bianco che il documento si propone solo come uno “strumento orientativo” utile a “prevenire l’insorgenza di contenziosi”, dimostrando che la preoccupazione principale non è la dignità del lavoro, ma la quiete burocratica delle Ambasciate. “Hanno agito in modo scorretto, smontando pezzo dopo pezzo un rapporto di fiducia che avevamo cercato di costruire con estrema fatica,” dichiara con amarezza Simone Gentile, Segretario FEDAE-CoDiAm CEUQ. “Vedere che il Ministero ha preferito rifugiarsi nei soliti formalismi diplomatici, ignorando deliberatamente la nostra richiesta di giustizia sociale, è un segnale chiaro: non c’è alcuna volontà di fare un passo per aiutarci. È un tradimento che lascia migliaia di famiglie senza tutele reali.” La Nota Verbale odierna, con i suoi consueti sensi di “alta considerazione”, è l’emblema di una politica che volta le spalle ai propri cittadini per non disturbare il protocollo. Non resteremo a guardare mentre la pelle dei lavoratori viene svenduta. La nostra delusione si trasformerà in una battaglia senza quartiere: porteremo questo scempio davanti al Parlamento, al Governo e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il tempo del dialogo con chi non onora gli impegni è finito.
IL TRADIMENTO DEL MAECI: IL “COPIA E INCOLLA” CHE AFFONDA I DIRITTI E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI

