Le Madri dimenticate del III Millennio”: l’arte come atto di memoria e responsabilità


Alla Galleria “La Pigna”, nel cuore di Roma, prende forma una mostra che non si limita a esporre opere, ma interroga coscienze. Le Madri dimenticate del III Millennio è il titolo dell’esposizione che, dal 28 novembre al 12 dicembre 2025, mette al centro una figura troppo spesso rimossa dal dibattito pubblico e culturale: la madre, nella sua dimensione più fragile, silenziosa e invisibile.
Le opere di Imma Battista, affiancate dalle illustrazioni di Isabel Russinova, costruiscono un percorso intenso, fatto di sguardi che non chiedono indulgenza ma attenzione, e di corpi che raccontano fatica, cura, solitudine e resistenza. Non c’è idealizzazione né retorica: la maternità viene restituita nella sua verità più complessa, lontana dagli stereotipi rassicuranti e vicina alle contraddizioni del presente.
Il dialogo tra pittura e illustrazione genera una narrazione visiva potente. Da un lato, la materia pittorica di Battista, capace di evocare un tempo sospeso, quasi archetipico; dall’altro, il segno incisivo di Russinova, che scava nella contemporaneità e restituisce volti segnati, madri che stringono figli come ultimo baluardo contro l’oblio. Due linguaggi diversi, un’unica urgenza: ricordare che la maternità non è solo un ruolo, ma una condizione esistenziale e sociale.
Il vernissage del 28 novembre ha visto anche un momento di riflessione interdisciplinare grazie agli interventi di Donatella Caramia, neuroscienziata e docente di neurologia umanistica, e di Giorgia Pietropoli, scrittrice e attivista. Un confronto che ha ampliato lo sguardo, intrecciando arte, scienza e impegno civile, e sottolineando quanto il tema della cura materna sia centrale non solo sul piano affettivo, ma anche su quello culturale e politico.
In un’epoca che corre veloce e consuma immagini, Le Madri dimenticate del III Millennio si impone come una pausa necessaria. Una mostra che non chiede di essere semplicemente guardata, ma attraversata. Perché ricordare le madri dimenticate significa, in fondo, interrogarsi sul tipo di società che stiamo costruendo e su chi scegliamo, ogni giorno, di vedere o di ignorare.

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