Paola Saraceni e la rinascita dell’Infernetto: dove la bellezza diventa resistenza civile



Dalla chiesa vandalizzata al simbolo di riscatto: Retake e il volto femminile del cambiamento urbano

All’Infernetto, nella periferia sud di Roma, una ex chiesa – quella di San Tommaso Apostolo – è diventata il simbolo di due forze contrapposte: da un lato il degrado e l’inciviltà, dall’altro la volontà dei cittadini di non arrendersi.
È qui che si muove Paola Saraceni, volontaria instancabile del gruppo Retake Infernetto, una donna che ha scelto di trasformare la rabbia in azione, la rassegnazione in speranza.


Il video che racconta una ferita aperta

(realizzato da Canale 10)

Il video pubblicato su YouTube mostra un luogo sacro profanato, un edificio vandalizzato da bande di giovani che hanno trasformato la ex chiesa in un teatro di disordine e abbandono.
Pareti imbrattate, finestre rotte, pavimenti sporchi, oggetti sacri violati.
Immagini che colpiscono per la loro crudezza e che raccontano, più di tante parole, la distanza tra il valore di un luogo e l’indifferenza di chi lo ha distrutto.

Eppure, in mezzo a questo scenario di degrado, nasce una risposta civica forte, fatta di cittadinanza attiva e amore per il territorio.
Ed è qui che entra in scena Paola Saraceni.


Volontaria, coordinatrice, anima di Retake Infernetto, Paola Saraceni ha fatto della rigenerazione urbana una missione personale.
Quando tutti si limitano a denunciare, lei agisce.
Quando qualcuno si lamenta del degrado, lei raduna persone, prepara materiali e organizza interventi.

«La bellezza non è un privilegio, è una responsabilità condivisa» — spiega Paola — e la sua voce non è solo uno slogan, ma una dichiarazione d’intenti.

Con il suo gruppo di volontari, Retake ha ridato colore ai muri, raccolto rifiuti, restituito decoro agli spazi comuni.
E oggi, davanti all’ex chiesa di San Tommaso, chiede con forza che le istituzioni e la comunità collaborino per restituire dignità a quel luogo ferito.


Il contrasto tra le immagini del video e l’impegno dei cittadini è netto.
Da una parte, il gesto distruttivo di pochi.
Dall’altra, il gesto costruttivo di molti.

Paola Saraceni rappresenta la parte luminosa della città: quella che non si arrende all’inciviltà, quella che crede ancora nel valore del bene comune.
Per lei, prendersi cura di un muro non è solo pulizia: è educazione civica, è comunità, è futuro.

«Chi la dura la vince», dice spesso ai volontari.
Ed è proprio quella tenacia, calma e determinata, che trasforma un gruppo di cittadini in una forza collettiva.


Retake Infernetto: la comunità che resiste

Il gruppo Retake Infernetto, di cui Paola è colonna portante, è ormai un esempio concreto di come l’unione possa rigenerare spazi e coscienze.
Ogni settimana i volontari si ritrovano per pulire, dipingere, piantare, ascoltare.
Non c’è distinzione tra generazioni o ruoli: ci sono solo persone che credono nella possibilità di cambiare.

La loro presenza nei quartieri di Roma sud non è solo simbolica, ma profondamente concreta.
Hanno recuperato aree verdi, parchi giochi, strade dimenticate.
E ogni volta che cancellano una scritta offensiva o raccolgono un sacchetto abbandonato, lanciano un messaggio: la bellezza è un bene pubblico.


Nella storia di Paola c’è anche una lezione di genere.
La sua leadership, silenziosa ma autorevole, dimostra che le donne possono essere motore di trasformazione sociale, anche attraverso azioni semplici e quotidiane.
Nel suo modo di guidare c’è empatia, ascolto e pragmatismo — qualità che ispirano altre donne a scendere in strada, a partecipare, a credere.

È la stessa energia che Dire Donna Oggi racconta ogni giorno: quella che nasce dal fare, dall’unione, dalla volontà di costruire invece di distruggere.


La chiesa di San Tommaso, oggi, resta una ferita aperta ma anche un’opportunità.
L’appello di Paola e dei volontari è chiaro: non basta indignarsi, bisogna agire.
Non basta condannare i vandali, serve rigenerare spazi e relazioni.

«Non chiediamo miracoli — dice Paola — ma attenzione, rispetto e collaborazione.
Solo insieme possiamo restituire dignità ai luoghi che raccontano la nostra storia.»


Nel caos di un quartiere ferito, Paola Saraceni rappresenta la calma del cambiamento.
La sua è una rivoluzione silenziosa, fatta di gesti semplici e coerenti.
Ogni volta che raccoglie un rifiuto o cancella un graffito, compie un atto politico nel senso più alto del termine: ridare valore al bene comune.

E mentre i muri dell’ex chiesa attendono di essere restaurati, un altro muro — quello dell’indifferenza — sta già crollando.
Grazie a lei, e a chi crede che la bellezza, quando è condivisa, può diventare resistenza civile.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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