*ROMA* – Il *CNDP (Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari)* esprime preoccupazione in merito a quanto riportato dalle testate di settore circa l’impiego di unità della Polizia Penitenziaria in compiti di controllo stradale e sicurezza urbana nella città di Torino, in supporto alla Polizia Municipale. *UNA DERIVA “FUORI DAL CARCERE”* “Siamo di fronte a una distrazione di risorse umane innaturale e ridicola,” dichiara il CNDP. “Vedere agenti specializzati impiegati in compiti ancillari alla Polizia Locale, come il fermo di motorini in strada, rappresenta una svalutazione della professionalità esclusiva del Corpo e rappresenta un’offesa ai sacrifici e allo spirito di servizio che anima quanti operano all’interno degli istituti penitenziari, tra l’altro contraddicendo la reale carenza di personale che si vive lì dove il lavoro del poliziotto penitenziario ha il suo principale senso. Mentre l’Amministrazione insegue una visibilità di facciata, il sistema penitenziario è allo sbando, tra sovraffollamento critico e tensioni quotidiane nelle sezioni.” *L’ARTICOLO 5 DELLA LEGGE 395/90: LA NOSTRA BUSSOLA* Il CNDP ribadisce che la missione della Polizia Penitenziaria è blindata dalla legge: l’*Articolo 5 della L. 395/90* stabilisce che il Corpo è posto al servizio dell’esecuzione della pena per garantire sicurezza e ordine ai fini del trattamento rieducativo. “Distogliere personale da questo mandato costituzionale, quando tutti coloro che hanno a cuore il sistema penitenziario denunciano la carenza di poliziotti e di operatori penitenziari, per fare ‘presenza urbana’ non solo è uno snaturamento della norma, ma denota una mancanza di visione strategica che allontana il Corpo dal suo ruolo reale e insostituibile.” *LE DOMANDE DEL CNDP AL MINISTERO E AL DAP* Il Coordinamento pone quesiti urgenti ai vertici istituzionali: * Chi ha autorizzato l’operazione di Torino era consapevole dello stato dei servizi interni? * Erano garantiti i piantonamenti, la copertura dei turni nelle sezioni detentive e, soprattutto, il rispetto dei diritti del personale (ferie, riposi e recupero ore) prima di ‘prestare’ uomini alla pur nobile città di Torino ? e se era possibile mandare i poliziotti sulle strade, non sarebbe stato altrettanto possibile inviarli negli altri istituti della provincia ove fossero note delle difficoltà in termini di mancati riposi settimanali, congedi ordinari, recuperi di straordinario, etc. ? * Si tratta di attività convenute sotto la regia del Prefetto e del Provveditore oppure sono state prese senza che si convenisse ad un tanto e con quali atti e/o accordi convenzionali tra le amministrazioni interessate ? * Il personale impegnato in compiti di polizia stradale ha effettuato straordinario e quali indennità a ricevuto rispetto a quello che rimaneva schiacciato nelle sezioni detentive e nello svolgimento degli ordinari compiti d’istituto che sono divenuti difficili proprio a motivo della carenza di organici ? * Come è stato regolamentato l’introito economico derivante dalla riscossione delle sanzioni economiche che, com’è noto, ove fossero destinate al Comune consente che una quota sia impiegata per la sicurezza stradale (dalla segnaletica all’acquisto di mezzi e strumenti, compreso abbigliamento dedicato), e perfino per forme di previdenza complementare e assistenza per gli agenti della polizia locale ? pure ove si trattasse di somme in fin dei conti contenute, esse dovrebbero trovare nell’amministrazione penitenziaria il loro legale e corretto conferimento, ove escludere anche una qualche esposizione erariale, posto che non sono i soldi nella disponibilità personale delle autorità penitenziarie che abbiano autorizzato tali collaborazioni. * Quale vantaggio di sistema ne deriva, se non quello di alimentare carriere lontane dal carcere e contingenti d’intervento estetico del tutto autoreferenziali? *UNA PROPOSTA DI DIALOGO CONTRO LO SBANDO* Il CNDP, come osservatore privilegiato sulla dirigenza e sulla gestione penitenziaria, si rende disponibile come interlocutore politico e istituzionale per recuperare una visione corretta del sistema. “La Polizia Penitenziaria deve tornare a essere il perno su cui, insieme al Comparto Funzioni Centrali, si ricostruisce la reale funzionalità e dignità delle carceri italiane. Non permetteremo che la sicurezza penitenziaria interna venga sacrificata sull’altare di una comunicazione securitaria di facciata, muscolare che nulla risolve e tutto complica.” *Ufficio Stampa CNDP* Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari Il Vicecoordinatore Nazionale Dr. Enrico Farina Il Coordinatore Nazionale Dr. Enrico Sbriglia
POLIZIA PENITENZIARIA A TORINO: IL CNDP DENUNCIA LO SNATURAMENTO DEL CORPO. “BASTA OPERAZIONI DI FACCIATA MENTRE IL SISTEMA È ALLO SBANDO

