(L’INTERVENTO DEL 24 GIUGNO 2026 DEL VICECOORDINATORE NAZIONALE DELLA DIRIGENZA PENITENZIARIA AUDITO DALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI)
Questo Coordinamento Nazionale della Dirigenza Penitenziaria della FSI-USAE è stato opportunamente audito dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in merito all’esame del ddl A.C. 2961 (Detenzione domiciliare e recupero dei detenuti tossicodipendenti).
Il nostro Vice Coordinatore Nazionale, dott. Enrico Farina, ha rappresentato con assoluta chiarezza il parere tecnico, ma anche “morale” che i direttori d’istituto e i dirigenti degli uffici di esecuzione penale esterna della nostra sigla condividono sul tema complesso, ma che va assolutamente affrontato, della possibilità di offrire concrete e reali opportunità di recupero alla vasta platea di persone detenute che abbiano problemi di dipendenza accertata o nascosta.
Nel corso dell’intervento del dr. Enrico Farina, il quale nei giorni precedenti si era confrontato con i colleghi del sindacato, sono stati affrontati alcuni dei nodi nevralgici della riforma, così come interpretati da quanti, direttori delle carceri e degli uffici dell’esecuzione penale esterna, sono poi chiamati a dare concretezza alle norme che interessano il mondo penitenziario, quindi interlocutori necessari e privilegiati, ove per davvero si intendano affrontare dal di dentro le tante tematiche dell’esecuzione penale, lasciate negli ultimi vent’anni nelle mani di apprendisti stregoni:
- La tutela dell’Articolo 32 della Costituzione e del diritto alla salute per le persone tossicodipendenti detenute, al fine di superare gli automatismi rigidi post-revoca.
- L’impatto organizzativo sulla Dirigenza a fronte dell’invarianza finanziaria del provvedimento.
L’intervento ha registrato il positivo apprezzamento del Vice Presidente della Commissione Giustizia, On. Federico Cafiero de Raho.
A tal riguardo, bene sarebbe se l’esigenza parlamentare di ascoltare quanti, del mondo penitenziario reale e non di quello fatto esclusivamente dai piani “più alti” dell’amministrazione, sempre quest’ultimi prudentemente lontani da quello della vita detentiva e di come essa risulti essere incandescente, per l’intollerabile sovraffollamento e le condizioni pietose di tanti istituti, continuasse anche nel prossimo futuro.
Sicuramente si favorirebbe la produzione di norme che sappiano per davvero camminare con le proprie gambe, piuttosto che essere le stesse, trasformate in moncherini, sempre alla ricerca di un tutore.
Questo Sindacato, infatti, non vuole assolutamente fermarsi alle mere, per quanto essenziali, problematiche retributive e di carriera della dirigenza penitenziaria, ma intende essere un interlocutore indispensabile, almeno per l’ascolto, su tutte le tematiche dell’esecuzione penale e nelle politiche criminali.
Anche per questo auspichiamo una necessaria interlocuzione con il Ministro Nordio, perché il tempo del confronto che spenderebbe con NOI si tradurrebbe, per davvero, in velocità futurista per meglio governare e risolvere le criticità stratificatesi nel “fine pena mai” del nulla degli anni passati invanoIl Coordinatore Nazionale e.sbriglia@fsi-usae.itDr. Enrico Sbriglia

