Una mattinata dedicata alla cura del quartiere nell’ambito del World Clean Up Day 2026. Volontari impegnati nella raccolta dei rifiuti lungo la strada, sugli spartitraffico e sui marciapiedi. Un’iniziativa che riporta al centro il valore della partecipazione civica.
ROMA – Non aspettare che il degrado diventi normalità, ma intervenire direttamente per restituire dignità agli spazi di tutti. È questo lo spirito che ha animato l’iniziativa promossa da Retake Roma all’Infernetto, nel quadrante sud della Capitale.
Domenica 20 settembre i volontari si sono dati appuntamento in via Ermanno Wolf Ferrari, all’altezza della rotatoria del civico 247, per un intervento di pulizia organizzato in occasione del World Clean Up Day 2026.
L’obiettivo era concreto: raccogliere i rifiuti presenti sulla rotatoria, lungo gli spartitraffico, sui marciapiedi e negli spazi circostanti. Un’azione semplice solo in apparenza, perché dietro la rimozione di una bottiglia, di una lattina o di un sacchetto abbandonato c’è un messaggio che riguarda l’intera città: lo spazio pubblico appartiene alla comunità e la sua tutela è una responsabilità condivisa.
Dalla denuncia all’azione
L’iniziativa assume un significato particolare in una zona nella quale il tema della manutenzione del territorio e del decoro urbano è particolarmente sentito.
Retake ha scelto ancora una volta la strada della partecipazione diretta: cittadini che dedicano alcune ore del proprio tempo alla cura del luogo in cui vivono, trasformando la sensibilizzazione ambientale in un gesto visibile.
La stessa organizzazione definisce Retake una realtà nazionale no profit e apartitica impegnata nella promozione della vivibilità e della riqualificazione urbana attraverso il senso civico e la responsabilizzazione dei cittadini.
E il modello non si limita alla singola giornata di pulizia. Attraverso la propria applicazione, Retake consente infatti di conoscere gli appuntamenti in programma, partecipare alle iniziative e misurare l’impatto delle attività realizzate sul territorio.
Infernetto, la cura del territorio parte anche dai cittadini
L’intervento di via Ermanno Wolf Ferrari racconta quindi qualcosa che va oltre i sacchi di rifiuti raccolti.
Quando un marciapiede viene ripulito o un’area trascurata torna fruibile, cambia anche la percezione che gli abitanti hanno del proprio quartiere. E soprattutto viene lanciato un segnale: il degrado non deve essere considerato inevitabile.
Naturalmente l’impegno dei volontari non può e non deve sostituire quello delle amministrazioni competenti nella manutenzione, nella pulizia e nel controllo del territorio. Le due dimensioni, però, possono incontrarsi: da una parte servizi pubblici efficienti e interventi strutturali, dall’altra una comunità che non rimane indifferente davanti all’abbandono degli spazi comuni.
È proprio questa la forza di giornate come quella organizzata all’Infernetto: trasformare la tutela dell’ambiente urbano da principio astratto in partecipazione concreta.
Perché una città più pulita non nasce soltanto quando qualcuno raccoglie un rifiuto. Nasce soprattutto quando quel rifiuto, la volta successiva, nessuno lo abbandona.






