“È davvero sorprendente come nel pieno della più grande crisi energetica della storia, il Consiglio dell’Unione europea non sia riuscito a trovare un accordo sulla proposta di riforma del sistema di tassazione sull’energia elettrica, ma ritirare la proposta – così come fatto dalla Commissione europea – è sicuramente un autogoal. Per favorire la transizione energetica e affrancarci dalle dipendenze estere, è fondamentale che il costo dell’elettricità rinnovabile che possiamo produrre internamente in Europa rifletta gli attuali costi di produzione, i quali sono da tempo di molto inferiori a quella prodotta dalle centrali gas. Questo vale sia per le bollette elettriche di aziende e famiglie, sia per i costi di mobilità delle persone che dei trasporti merci, alimenti inclusi, con veicoli alimentati a diesel e benzina. Senza questo vantaggio competitivo al consumatore risulterà assai più complicato raggiungere l’elettrificazione del raffrescamento e dei trasporti e stabilizzare la volatilità dei prezzi insostenibili che stanno causando gravi disagi economici e sociali in tutto il continente. Perché questo accada una delle soluzioni era proprio quella di rendere le accise sull’elettricità adeguate all’attuale contesto tecnologico e geopolitico, completamente mutato rispetto a quando sono state fissate le regole europee e nazionali più di 20 anni fa. Con il programma di lavoro 2027 della Commissione europea abbiamo perso un’occasione per ridurre il costo salatissimo delle bollette”, così in una nota Dario Tamburrano, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. 

MOVIMENTO 5 STELLE EUROPA

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