Roma, 07 mar – La liberta’ della donna “passa anche dalla possibilita’ di mostrare serenamente il proprio viso e affermare cosi’ la propria individualita’. Per questo, ho presentato al Senato insieme al nostro capogruppo Massimiliano Romeo e ad altri colleghi della Lega un disegno di legge per introdurre il delitto di costrizione all’occultamento del volto. Vogliamo che in Italia nessuna donna debba sentirsi obbligata a coprirsi con niqab, burqa o qualsiasi altro indumento che ne annulli l’identita’ e la dignita’”. Lo annuncia il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio. “Le pene previste sono la reclusione da uno a tre anni e la multa da diecimila a 30 mila euro”, spiega Centinaio. “Inoltre, se il reato e’ commesso ai danni di un minore o di un genitore, scatta anche la segnalazione al Tribunale dei minori, che puo’ decidere la decadenza della responsabilita’ genitoriale o l’allontanamento dalla residenza familiare. In alcuni casi, infatti, l’imposizione del velo e’ solo una delle forme attraverso cui i genitori vogliono impedire l’integrazione delle proprie figlie, negando loro il diritto di vivere liberamente nella nostra societa’, scegliere chi frequentare e costruire il proprio futuro. Divieti incompatibili con i principi espressi dalla nostra Costituzione e, per questo, il nostro disegno di legge prevede anche che chi viene condannato per questo reato non potra’ ottenere la cittadinanza italiana”. “C’e’ poi un aspetto legato alla sicurezza”, aggiunge il senatore della Lega. “Attualmente la norma che impedisce di presentarsi in luoghi pubblici a volto coperto e’ ambigua e lascia troppi margini di interpretazione ai giudici che la applicano. Noi vogliamo renderla piu’ chiara, escludendo dalle eccezioni indumenti o accessori di origine etnica, culturale o religiosa ed elencando con piu’ precisione gli ambiti in cui il divieto non e’ applicabile, ad esempio per motivi di salute o di sicurezza stradale, nonche’ nei luoghi di culto o in occasione di attivita’ artistiche. In questo modo, sara’ sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze, uffici, ospedali e *scuole* , cosi’ da evitare scambi di persona e limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri cittadini”, conclude Centinaio.

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