Donald Trump sembra accanirsi sul Brasile con i suoi nuovi dazi: le ragioni non sono soltanto economiche e commerciali.

 E’ un’arma commerciale multiuso il dazio.

Il Brasile subisce dazi record al 50% per motivi politici legati all’inchiesta su Bolsonaro, amico di Trump. Lula ha reagito duramente (“Esigo rispetto.

Non è un modo civile di negoziare fra capi di stato.”) e ha fatto ricorso all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

La tensione è cresciuta ulteriormente dopo un commento di Trump, che ha paragonato la situazione giudiziaria di Bolsonaro alla propria: “È successo anche a me, moltiplicato per dieci”, ha scritto sui social.

Lula ha replicato duramente: “Il mondo è cambiato. Non abbiamo bisogno di imperatori.”

Gli Stati Uniti rappresentano il secondo partner commerciale del Brasile, dopo la Cina, con un volume di scambi bilaterali pari a 92 miliardi di dollari nel 2024. 

Il presidente americano ha inoltre accusato il governo brasiliano di aver esercitato pressioni indebite su piattaforme digitali statunitensi, citando “ordini di censura segreti e illegali”.

Un chiaro riferimento al giudice della Corte Suprema brasiliana Alexandre de Moraes, che ha ordinato la chiusura di centinaia di account social vicini all’ultradestra, ritenuti una minaccia per la democrazia. 

Quindi unito a quanto detto finora, le azioni della Corte Suprema brasiliana nei confronti della società di Elon Musk per inosservanza delle leggi locali costituiscono “ragioni” per la natura punitiva dei nuovi dazi

Mauricio Velloso, presidente dell’Associazione nazionale del bestiame confinato in Brasile, ha affermato che l’attuale patrimonio zootecnico statunitense è insufficiente a soddisfare la domanda interna di carne bovina, rendendo la carne brasiliana indispensabile per i consumatori.

Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di esportazione per la carne bovina brasiliana. “La carne di manzo brasiliana esportata negli Stati Uniti è tipicamente utilizzata per preparare hamburger e polpette, che sono la base della dieta quotidiana degli americani.

Una tariffa del 50 per cento causa più danni ai consumatori americani che alla popolazione e all’industria zootecnica del Brasile“, ha dichiarato Velloso.

Da Giovanni Michele de Ficchy

Scrittore, giornalista indipendente specializzato in questioni economiche, scenari internazionali e criminalistica. Ambasciatore di Pace Onu. criminologo investigativo.

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