Prima di fermarci qualche giorno nel mese di agosto, vogliamo fare qualche riflessione su un tema importante e molto attuale, quello dell’apporto decisivo del volontariato al funzionamento delle istituzioni che sono al servizio del cittadino, e che troppo spesso non assolvono in modo adeguato ai loro doveri.Prendiamo spunto dalla lodevole iniziativa messa in campo domenica scorsa dall’Associazione RETAKE1Infernetto (un quartiere del X Municipio di Roma), dove alcuni volontari si sono incontrati per ripulire un’area della loro zona di competenza, invasa dai rami di alcuni eucalipti e da un vero e proprio tappeto di foglie secche che intralciavano la viabilità delle auto.Al gruppo di RETAKE Infernetto, nell’occasione, si sono aggregati alcuni volontari extracomunitari di Sri Lanka e Cina, provenienti da altri gruppi RETAKE di Roma, seguendo il più autentico spirito del volontariato, per cui aiutare e condividere l’impegno con altri rappresenta un alto valore sociale.Ma il problema nel nostro Paese non è il volontariato, che viceversa rappresenta una risorsa 1 Retake è un movimento di cittadinanza attiva basato sul volontariato civico.Migliaia di volontarie e volontari in tutta Italia si prendono cura dei beni comuni, degli spazi pubblici e del territorio attraverso azioni concrete e partecipate https://www.retake.orgFSI-USAEFederazione Sindacati Indipendenti,organizzazione costituente della confederazione insostituibile, bensì l’inerzia e la latitanza manifestata in troppe occasioni dalle istituzioni, alle quali nessun volontariato può porre rimedio.Per rimanere nel campo del decoro urbano e della tutela dell’ambiente, dobbiamo amaramente riscontrare che, come ogni estate, siamo circondati da spazi verdi incolti, spesso carbonizzati da incendi, rifiuti e sporcizia disseminati nei parchi pubblici, nelle aree verdi urbane, perfino ai lati delle arterie stradali che conducono fuori città.Un esempio lampante di tutto ciò è la nota via Cristoforo Colombo, che unisce Roma al litorale, i cui margini sono un ricettacolo di rifiuti, mentre in molti punti gli oleandri che fungono da spartitraffico sono stati preda del fuoco che li ha ridotti ad arbusti scheletrici.In questo caso si sommano, da un lato, l’incuria e la inciviltà di molti cittadini, che andrebbero pesantemente sanzionati per questi comportamenti, e dall’altro la scarsa, se non inesistente, opera di manutenzione del verde pubblico da parte degli addetti ai lavori, i cui interventi andrebbero programmati per tempo, onde evitare i regolari disastri estivi.Il vasto incendio che ha bloccato per ore il Grande Raccordo Anulare di Roma pochi giorni orsono, è solo l’ultimo degli episodi del genere, e temiamo che non sia stato l’ultimo.Una delle cause di questa situazione è sicuramente la frammentazione delle responsabilità e la miriade di attori che sono chiamati in causa, laddove la prassi di appaltare e subappaltare esaspera queste problematiche, fino a rendere scarsa, se non nulla, l’efficacia degli interventi: forse detta prassi andrebbe fortemente rivista.Il problema, come evidenziano le situazioni descritte, travalica il tema del decoro urbano e della tutela ambientale, ma investe anche quello della sicurezza degli automobilisti, come nel caso dell’incendio sul GRA di Roma, e dei cittadini tutti, come i casi di ferimenti e decessi dovuti dalla caduta di rami e alberi non adeguatamente monitorati stanno drammaticamente a dimostrare.Il richiamo che facciamo alle istituzioni è quello di non pensare che il volontariato, che rimane straordinariamente indispensabile, possa supplire alle lacune di chi ha il dovere di curare la manutenzione delle aree verdi e il decoro urbano, attraverso una programmazione seria ed efficace, atta a prevenire le problematiche di cui si è detto.Chiediamo, in conclusione, che ognuno per la parte di propria competenza si attivi concretamente per la risoluzione delle enormi criticità di cui si è detto.Si ringrazia per l’attenzione e si porgono i più cordiali salutiIl Coordinatore Nazionale per le Funzioni Centrali
Paola Saraceni


