Oltre 37mila nuove immissioni in ruolo e una copertura delle supplenze che punta a ridurre le cattedre scoperte. La scuola italiana si prepara al nuovo anno scolastico con numeri in crescita sul fronte degli insegnanti stabilizzati. ROMA – Il nuovo anno scolastico parte con 37.430 docenti immessi in ruolo, un dato superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno, quando le assunzioni erano state 29.685. È uno dei numeri che caratterizzano l’avvio dell’anno scolastico 2026/27 e che riporta al centro un problema che accompagna tradizionalmente la riapertura delle scuole: garantire la presenza degli insegnanti fin dai primi giorni di lezione. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, è stata inoltre coperta la quasi totalità delle supplenze previste, pari a circa 118mila posti. Valditara: «Si parte con tutti i professori in cattedra» Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato il risultato raggiunto sul fronte dell’organico, indicando come obiettivo quello di iniziare l’anno con i docenti già presenti nelle classi. Il dato delle assunzioni rappresenta un incremento significativo rispetto all’anno precedente: sono oltre 7.700 le immissioni in ruolo in più. Resta tuttavia aperto il confronto con le organizzazioni sindacali sulla dimensione complessiva del precariato scolastico. La stabilizzazione degli insegnanti continua infatti a rappresentare uno dei nodi strutturali del sistema. Il nodo dei supplenti La partenza dell’anno scolastico non riguarda soltanto il numero delle assunzioni. La continuità didattica è uno degli aspetti più delicati soprattutto per gli studenti che, nel corso degli anni, possono trovarsi di fronte a frequenti cambi di insegnante. Ridurre il ricorso prolungato alle supplenze significa quindi intervenire non soltanto sull’organizzazione della scuola, ma anche sulla qualità e sulla continuità del percorso educativo. Il nuovo anno scolastico parte dunque con numeri migliori sul fronte delle immissioni in ruolo. La verifica più importante arriverà però nelle prossime settimane, quando con il ritorno progressivo degli studenti nelle aule sarà possibile valutare la situazione effettiva degli organici nelle diverse regioni italiane.

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