Che cosa resta dell’autorevolezza delle regole quando nel tribunale di Roma, tra un’aula e una macchinetta del caffè, compare un ratto? Non è soltanto una scena di degrado: è il simbolo di una macchina pubblica che pretende ordine dai cittadini mentre fatica a garantire ordine nei propri luoghi. Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, un roditore è stato avvistato all’ingresso di un’aula della palazzina B. Il problema non sarebbe del tutto nuovo: già nel 2014 una colonia aveva provocato un’emergenza nella Corte d’Appello. La formula “Troppi lavori di ristrutturazione”, richiamata nel titolo della notizia, fotografa una contraddizione precisa: interventi ripetuti, cantieri e manutenzioni non sembrano bastare se il controllo quotidiano degli ambienti resta fragile. Un tribunale non è un edificio qualsiasi. È il luogo in cui lo Stato decide, giudica, ascolta le vittime e stabilisce responsabilità. Per questo un episodio apparentemente minore assume un peso maggiore: se persino gli spazi della giustizia mostrano incuria, il messaggio che arriva all’esterno è devastante. Le regole valgono, ma la struttura chiamata a farle rispettare sembra spesso lasciata a se stessa.

