AMBIENTE ROMA BRUCIA: L’ABBANDONO DEL VERDE È UNA SENTENZA DI MORTE. BASTA RITARDI, SERVE UN PIANO D’EMERGENZA!


Roma, 7 agosto 2026 – Mentre la Capitale d’Italia soffoca sotto una cappa di fumo e calore senza precedenti, il Coordinamento Ambiente lancia un grido d’allarme disperato: Roma sta bruciando, e la colpa non è solo del clima, ma di anni di colpevole abbandono e ritardi inaccettabili nella gestione del verde pubblico. Le immagini apocalittiche che arrivano dalle periferie e dai parchi storici sono la tragica testimonianza di un fallimento amministrativo che mette a rischio la salute e la sicurezza di tutti i cittadini.
La situazione è fuori controllo. Incendi devastanti stanno divorando ettari di vegetazione secca, parchi incolti, e riserve naturali, arrivando pericolosamente a ridosso delle abitazioni e delle infrastrutture vitali. Ma questi roghi non sono inevitabili: sono il risultato diretto di una gestione del verde pubblico che definire carente è un eufemismo. Alberi non potati, parchi trasformati in giungle di sterpaglie infiammabili, aree verdi abbandonate al degrado: tutto questo costituisce un “combustibile perfetto” per le fiamme, trasformando ogni scintilla in un potenziale disastro.
Il Coordinamento Ambiente denuncia con forza:
RITARDI CRONICI: La manutenzione ordinaria e straordinaria del verde è paralizzata da burocrazia, carenza di fondi e una cronica mancanza di visione strategica. I piani di intervento, quando esistono, vengono attuati con ritardi inaccettabili, spesso quando l’emergenza è già in atto.
ABBANDONO TOTALE: Intere aree della città sono state letteralmente abbandonate. Parchi che dovrebbero essere polmoni verdi per la città si sono trasformati in discariche a cielo aperto e potenziali trappole di fuoco. La cura del verde orizzontale e verticale è praticamente inesistente in molti quartieri.
ASSENZA DI PREVENZIONE: Manca un serio piano di prevenzione incendi che preveda la pulizia sistematica del sottobosco, la creazione di viali tagliafuoco e un monitoraggio costante delle zone a rischio. Ci si riduce sempre a inseguire l’emergenza, con costi umani ed economici enormi.
Mentre l’Amministrazione si perde in rimpalli di responsabilità, la città brucia, l’aria diventa irrespirabile e il patrimonio naturale e storico di Roma va in fumo. Non possiamo più tollerare questa inerzia.
Chiediamo con forza:
UN PIANO D’EMERGENZA IMMEDIATO per la messa in sicurezza delle aree verdi più a rischio, con interventi massicci di pulizia e rimozione delle sterpaglie.
L’ALLOCAZIONE DI RISORSE ADEGUATE e la semplificazione delle procedure per la gestione del verde pubblico, ponendo fine alla logica dell’appalto al massimo ribasso che sacrifica la qualità e la sicurezza.
UN TAVOLO DI CONFRONTO PERMANENTE tra Amministrazione, esperti e associazioni ambientaliste per elaborare una strategia a lungo termine per la tutela e la valorizzazione del verde urbano, che sia resiliente ai cambiamenti climatici e garantisca la sicurezza dei cittadini.
Roma non può più aspettare. È tempo di agire, prima che sia troppo tardi.

Cordinamento Ambiente fsi usae Funzioni Centrali Paola Saraceni

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