La Procura di Roma ha completato le indagini preliminari su Maria Rosaria Boccia, imprenditrice originaria di Pompei, notificando l’avviso di chiusura delle indagini il 21 luglio 2025. Questo atto apre alla possibile richiesta di rinvio a giudizio.
Secondo i magistrati – tra cui il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e le sostitute Giulia Guccione e Barbara Trotta – a carico di Boccia sono ipotizzati diversi reati tra cui:
Stalking aggravato, con 33 episodi documentati di condotte ossessive e di controllo verso l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, inclusa la moglie e l’ex capo gabinetto Francesco Gilioli.
Lesioni personali e violenza psicologica prolungata, che avrebbero spinto la vittima in uno stato di forte stress e ansia.
Interferenze illecite nella vita privata, con azioni quali la registrazione di conversazioni intime e l’accesso non autorizzato al cellulare del ministro.
Diffamazione, attraverso ricatti emotivi e minacce di rendere pubblica la relazione extraconiugale.
False dichiarazioni nel curriculum, presentate come titoli per giustificare incarichi nel settore degli eventi culturali.
Alcuni episodi raccontati dagli atti. Secondo le carte dell’indagine, Boccia avrebbe imposto a Sangiuliano situazioni di umiliazione – come l’obbligo di usare il bagno con la porta aperta durante una trasferta a Sanremo – nel tentativo di mantenere un controllo totale sulle sue azioni . Un metodo coercitivo che, tra i suoi esiti, ha provocato pensieri suicidi, isolamento sociale e un drastico cambiamento delle abitudini di vita della vittima.
Il caso ha avuto origine nell’autunno 2024, quando una relazione extraconiugale tra Boccia e Sangiuliano emergerebbe da una foto e da successive rivelazioni. Sangiuliano ammise la relazione nel corso di trasmissioni pubbliche e si dimise da ministro.
Un primo filone dell’indagine riguardava accuse contro l’ex ministro per peculato e diffusione di segreti d’ufficio, ma questi sono stati poi archiviati dal tribunale dei ministri.
Con l’avviso di conclusione delle indagini, Boccia si trova ora di fronte al rischio di rinvio a giudizio per l’insieme delle accuse: stalking, lesioni, interferenze private, diffamazione e dichiarazioni mendaci. Le parti lese formalmente riconosciute nel procedimento includono Sangiuliano stesso, la moglie Federica Corsini e l’ex capo di gabinetto Francesco Gilioli.

