COMUNICATO SINDACALE del – Il Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari FSI USAE, composto da direttori penitenziari, degli uffici dell’esecuzione penale esterna e del mondo dei minori, nell’augurare un sincero “buon lavoro” al Sottosegretario Ostellari, la cui sensibilità sui temi della Giustizia non è di oggi, avendo in passato rivestito anche il difficile incarico di Presidente della Commissione Giustizia, auspica che lo stesso persegua la finalità di una gestione unitaria e partecipata dell’Amministrazione dell’articolato mondo dell’esecuzione penale. In un momento di profonda trasformazione e a seguito della redistribuzione delle deleghe in via Arenula, il Coordinamento Nazionale dei Dirigenti Penitenziari di diritto pubblico FSI USAE confida che il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, On. Andrea Ostellari, al quale al conferimento della delega alla Polizia Penitenziaria e delle funzioni centrali si aggiunge quella già detenuta sul trattamento dei detenuti, non commetta il grave errore di considerare il mondo penitenziario come una sorta di puzzle scomposto ma ne favorisca la maggiore coesione di ogni tassello, perché tutti sono necessari ed indispensabili e solo una visione monca, dagli esiti devastanti, accompagnata da una approssimativa conoscenza di quella complessità, può immaginare che il sistema funzioni privilegiando esclusivamente talune tipologie di elementi (rectius di capitale umano) che la compongono. La presa in carico unitaria di diverse deleghe fondamentali rappresenta, per la nostra sigla, un’occasione storica e un’opportunità di sintesi per superare logiche di frammentazione che, troppo spesso in passato, hanno alimentato una deleteria conflittualità interna, la quale ha contribuito, insieme ad altri fattori, a trasformare in orribilità il mondo delle carceri e a depotenziare la funzionalità dell’esecuzione penale esterna, non valorizzandone le finalità, così rinunciando a contribuire al reale alleggerimento del soverchiante carico detentivo presente negli istituti penitenziari. Auspichiamo, perciò, che questo nuovo assetto della governance segni l’inizio di una stagione di serio confronto con tutti gli stakeholder, mettendo fine ad anni di distratta considerazione per l’insieme degli operatori penitenziari, includendo anche quelli che, apparentemente lontani dagli istituti penitenziari e dagli uffici dell’esecuzione penale esterna, costituiscono la logistica necessaria ed indispensabile per il buon funzionamento delle realtà periferiche. Si pensi, per un attimo, alla missione Artemis II, e si immaginino gli istituti penitenziari e quelli dell’esecuzione penale corrispondenti a delle astronavi che navighino nello spazio dell’esecuzione penale interna ed esterna, ebbene come potrebbero procedere con la necessaria sicurezza ove non ci fosse, a terra, una stazione NASA (nel nostro caso il DAP ed i Provveditorati, così come gli uffici centrali del DGMC e gli uffici interdistrettuali) che ne monitori costantemente il viaggio e aiuti i naviganti nei momenti di difficoltà ? Il sistema penitenziario non può più permettersi la logica del “divide et impera”. La frattura percepita tra il territorio — dove Direttori, Polizia Penitenziaria e personale del Comparto Funzioni Centrali gestiscono quotidianamente il disagio, il dolore e i drammi del carcere — e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) deve essere ricomposta e rimodellata. Non siamo istituzioni diverse: siamo un unico organismo, rectius corpo, che lavora per lo Stato. Come dirigenti in prima linea, sottolineiamo che: * Sicurezza e Trattamento non sono istanze contrapposte, ma due facce della stessa medaglia: una detenzione sicura è la base per un reinserimento efficace; un trattamento serio, incentrato sui valori costituzionali, è il miglior garante della sicurezza sociale. * La valorizzazione del Personale, di tutto il Personale, è indispensabile: È necessario che la specificità dei Dirigenti Penitenziari, della Polizia e delle Funzioni Centrali venga riconosciuta e valorizzata in modo armonico, garantendo il benessere organizzativo e superando le tensioni pericolosissime che gravano da tempo sulla gestione delle strutture. * L’obiettivo finale: Il carcere deve tornare a essere il luogo dove si gettano semi di speranza e si offrono competenze professionali certificate alle persone detenute, soprattutto se prive di abilità spendibili nell’economia legale; a quanti abbiano “sbagliato” deve essere data la possibilità di rientrare in società con una visione critica della propria condotta, abbattendo la recidiva a tutela di tutti i cittadini. Il Coordinamento FSI USAE, avendone tutte le abilità e competenze, dichiara la propria piena disponibilità a un dialogo costruttivo e costante. Questo organismo, composto da Direttori che, ogni giorno, vivono la fatica e la responsabilità di coordinare le diverse anime dell’amministrazione, sono pronti a offrire il proprio contributo di esperienza e professionalità per un reale cambiamento del sistema penitenziario italiano. Sottosegretario Sen. Ostellari, operando insieme e lealmente, l’obiettivo sarà raggiungibile: Buon lavoro ! Il Vice Coordinatore Nazionale Dr. Enrico FARINA Il Coordinatore Nazionale Dr. Enrico SBRIGLIA
COMUNICATO SINDACALE del 3 aprile 2026 (INVITO AL SOTTOSEGRETARIO SEN. ANDREA OSTELLARI, TITOLARE DELLE NUOVE DELEGHE, A TENERE UNA VISIONE UNITARIA E PARTECIPATA DEL MONDO DELL’ESECUZIONE PENALE) ROMA

