6 febbraio 2026 L’Impegno delle Piccole Imprese Italiane per le Donne Negli ultimi anni, il tema della diversità e dell’inclusione ha evoluto il suo ruolo da semplice strumento di marketing a elemento strategico per molte aziende. Anche le piccole e medie imprese italiane, di dimensioni più contenute rispetto a nomi noti come Barilla o Lamborghini, stanno adottando politiche concrete per promuovere l’empowerment delle donne. È rilevante notare che solo il 4,2% delle aziende italiane di dimensioni medio-piccole non ha donne in ruoli dirigenziali, un netto calo rispetto all’8,6% registrato nel 2024. Tuttavia, nonostante questo progresso, esiste ancora un’ineguaglianza significativa: attualmente, le donne in posizioni di leadership in Italia rappresentano solo il 35,7% del totale, cifra che si allinea a una media del 35% nell’Eurozona e del 34% a livello globale. Tra le aziende che si distinguono, spicca Flowerista, guidata da Sara Malaguti, che offre percorsi aziendali virtuosi per le donne tramite il programma SheFounder, dedicato alla creazione di imprese digitali e sostenibili. Altra azienda di riferimento è Arno Manetti Ascensori, sotto la direzione di Francesca Manetti, con una politica aziendale interamente rivolta all’inclusione. Un caso particolarmente virtuoso nel settore formativo è il Polo Veronesi Liceo Steam International di Rovereto. Qui, la direttrice Laura Scalfi sottolinea l’importanza di queste politiche, affermando: “La nostra missione va oltre la semplice certificazione di genere; aspiriamo a creare un contesto in cui ogni donna possa realizzare il proprio potenziale e contribuire attivamente al nostro successo.” Nel caso del Polo Veronesi, la certificazione della parità di genere viene vista come un’opportunità per trasformare la cultura aziendale, non solo come un obiettivo raggiunto. Le piccole e medie imprese, come il Veronesi, stanno utilizzando la contrattazione integrativa per tradurre le buone intenzioni in azioni concrete. L’adozione della prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, che stabilisce linee guida e indicatori di prestazione (KPI) per gestire la parità di genere nelle organizzazioni, costringe le aziende a misurare e analizzare dati reali su retribuzioni, opportunità di carriera e sostegno alla genitorialità. Questo approccio è essenziale per evitare il rischio di pink-washing, garantendo che gli impegni assunti si traducano in pratiche effettive.

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