Il freddo pungente delle notti romane riporta alla luce una realtà che la città fatica a governare: quella delle persone senza dimora. Nei giorni segnati dalle gelate, al Gianicolo – uno dei luoghi simbolo della Capitale – sono comparse diverse tende improvvisate, montate nell’area verde di via Garibaldi, sul versante che guarda Trastevere e porta San Pancrazio. Non strutture istituzionali, né accampamenti temporanei legati al Giubileo, ma rifugi di fortuna per chi non ha trovato posto nel sistema di accoglienza.
Un’immagine che colpisce, anche perché inserita in un contesto di pregio storico e naturalistico, ma che non rappresenta un’eccezione. Roma convive da anni con insediamenti spontanei sparsi tra centro e periferie: aree verdi, sottopassi, zone ferroviarie, spazi residuali della città diventano luoghi di sopravvivenza per centinaia di persone escluse da qualsiasi rete abitativa.
Accampamenti ciclici e soluzioni temporanee
Negli ultimi anni, alcune tendopoli storiche sono state smantellate. È accaduto lungo le Mura Aureliane, in zona viale Pretoriano, così come in altri quadranti cittadini. Interventi spesso accompagnati da barriere fisiche o cancellate che hanno eliminato il problema visibile, senza però risolvere quello sociale. In altri casi, invece, gli accampamenti vengono tollerati per mesi, talvolta per anni, come accade nelle zone limitrofe al Vaticano o nei pressi delle grandi stazioni.
Il risultato è un fenomeno che si sposta, si frammenta e si ricompone, seguendo una logica emergenziale più che programmata.
Il nodo dei posti letto
Le temperature rigide rendono la situazione ancora più critica. Dormire in una tenda, su terreno umido, senza riscaldamento, espone a rischi sanitari evidenti. Eppure, nonostante l’ampliamento dell’offerta negli ultimi quattro anni, i posti disponibili non riescono a coprire il fabbisogno reale.
Dal 2021 al 2025 Roma Capitale ha incrementato il numero di posti letto nei centri di accoglienza diffusi nei quindici municipi, arrivando a circa 1.200 unità. A questi si sono aggiunti 250 posti ricavati nelle tensostrutture allestite in occasione del Giubileo, collocate in aree strategiche come San Lorenzo, Ostiense, Tiburtina e San Pietro. Spazi pensati come accoglienza di bassa soglia, in grado di intercettare anche chi solitamente resta fuori dai circuiti tradizionali.
Secondo i dati forniti dall’amministrazione, queste strutture hanno già ospitato centinaia di persone e resteranno attive anche oltre l’evento giubilare. Ma la domanda continua a superare l’offerta.
Pnrr e nuovi modelli abitativi
Un contributo importante è arrivato dai progetti finanziati con il Pnrr, in particolare quelli legati alle “stazioni di posta” e al modello “housing first”. In diverse zone della città sono stati attivati nuovi spazi abitativi che puntano non solo all’accoglienza notturna, ma a percorsi di reinserimento sociale più stabili. Interventi che rappresentano un cambio di paradigma, ma che, al momento, incidono su numeri ancora limitati.
Numeri sottostimati e nuove rilevazioni
Il censimento promosso nel 2024 dall’assessorato alle Politiche sociali ha contato oltre duemila persone che vivono all’aperto solo nell’area dell’anello ferroviario e nei pressi delle principali stazioni. Un dato parziale, che non fotografa l’intera estensione del fenomeno.
Proprio per colmare questo vuoto informativo, l’Istat ha avviato una nuova rilevazione nazionale, coinvolgendo anche Roma. La raccolta dati, affidata alla rete della fio.PSD con il supporto di enti locali, università e volontari, mira a costruire una base informativa stabile sulle gravi marginalità adulte, indispensabile per politiche più efficaci e meno emergenziali.
Oltre l’emergenza
Le tende al Gianicolo non sono solo un problema di decoro urbano. Sono il segnale di un sistema che, pur avendo fatto passi avanti, non riesce ancora a garantire risposte sufficienti nei momenti più critici. L’inverno, come ogni anno, rende visibili le fragilità strutturali della città. E pone una domanda che va oltre i numeri: Roma è pronta a trasformare l’accoglienza da risposta temporanea a vero progetto di inclusione?
Roma, l’inverno scopre le fragilità dell’accoglienza: tende tra gli alberi del Gianicolo

