Il nuovo libro di monsignor Antonio Staglianò invita teologhe e teologi a ripensare la fede nel tempo della crisi
Non difendersi, ma attraversare. Non arroccarsi, ma ripensare. È questa la sfida lanciata da Lettera alle teologhe e ai teologi cattolici, il nuovo libro di Antonio Staglianò, in libreria dal 21 gennaio, che affronta senza timori il tema della scristianizzazione, interpretandola non come una minaccia ma come un luogo teologico da abitare.
Nel tempo in cui la fede sembra arretrare nello spazio pubblico e la pratica religiosa appare sempre più fragile, Staglianò propone un cambio radicale di prospettiva: accettare il “deserto” contemporaneo come un’opportunità. Non una perdita da rimpiangere, ma un tempo favorevole – un kairós – per tornare all’essenziale, liberando la fede da sovrastrutture culturali e da linguaggi ormai inservibili.
Il cuore del libro sta nell’idea che la Rivelazione non possa essere ridotta a un sapere astratto o puramente dottrinale. Al contrario, essa è un Sapere-Amore: una conoscenza che nasce dalla relazione, che coinvolge la vita, l’intelligenza e la libertà della persona. In questa prospettiva, la teologia è chiamata a ritrovare il proprio nucleo kerigmatico e sapienziale, forse in una forma più povera, ma più autentica.
Per Staglianò, la teologia come scienza non può sottrarsi a questa responsabilità. Il suo compito non è difendere confini, ma aprire spazi di dialogo; non conservare certezze immutabili, ma interrogare il presente alla luce del Vangelo. Il rigore critico, unito all’ascolto delle domande del mondo contemporaneo, diventa così una condizione imprescindibile per una fede che voglia restare viva e significativa.
Il libro assume la forma di una lettera-appello rivolta alle teologhe e ai teologi cattolici, chiamati a ripensare metodi, linguaggi e responsabilità pubblica della disciplina. Non un testo accademico chiuso, ma un manifesto che interpella la comunità ecclesiale nel suo insieme, sollecitando una teologia capace di abitare le fratture del tempo presente senza paura.
Antonio Staglianò, dottore in Teologia fondamentale, già vescovo di Noto e oggi presidente della Pontificia Accademia di Teologia, mette a frutto un lungo percorso di studio e di ministero, offrendo una riflessione lucida e controcorrente. Lettera alle teologhe e ai teologi cattolici è un testo breve ma intenso, che non offre soluzioni facili, ma indica una direzione chiara: attraversare il deserto per ritrovare l’essenziale della fede.
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