Souad Sbai: il silenzio come segnale più grave di fronte alle minacce estremiste



Nell’edizione odierna de Il Tempo (17 settembre 2025), Souad Sbai ha firmato un editoriale dal titolo eloquente: “Il mutismo più pesante di ogni parola”. In esso ha sottolineato come il vero pericolo non risieda solo nelle parole incendiarie pronunciate in piazza o nelle minacce rivolte contro chi svolge informazione, ma anche – e forse soprattutto – nel silenzio di chi dovrebbe prendere posizione.

Sbai richiama l’attenzione sul fatto che l’Italia non può permettersi di minimizzare o ignorare episodi in cui, sotto la bandiera della militanza politica o religiosa, vengono veicolati messaggi di odio e di violenza. Il suo intervento si inserisce nel contesto dell’inchiesta pubblicata dallo stesso quotidiano sulle mobilitazioni filo-Hamas in programma per il 4 ottobre e sulle dichiarazioni di Mohammad Hannoun, che ha bollato Il Tempo come “nazifascista” incitando alla mobilitazione contro di esso.

Per l’ex deputata, giornalista e attivista, il mutismo istituzionale e sociale di fronte a certe derive rappresenta un vuoto pericoloso: non reagire significa lasciare spazio a chi alimenta divisioni, minacce e radicalizzazione. Sbai invita dunque a una presa di responsabilità collettiva, che parta dalla politica e dai corpi intermedi, ma coinvolga anche la cittadinanza, chiamata a difendere libertà fondamentali come quella di espressione e di stampa.

Il suo articolo, oltre a denunciare le intimidazioni subite dai media, lancia un appello chiaro: il coraggio di difendere la democrazia non si misura solo quando le parole gridano odio, ma soprattutto quando cala il silenzio complice.


Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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