ROMA – Sport, inclusione, prevenzione sociale, promozione del territorio e cittadinanza europea. Sono i temi al centro della presentazione della II edizione della Viterbo Half Marathon – Città dei Papi, in programma a Viterbo dal 25 al 27 settembre, nell’ambito della Settimana europea dello sport.
La conferenza stampa si è svolta lunedì 31 agosto nello spazio Esperienza Europa – David Sassoli, a Piazza Venezia, Roma.
A raccogliere le voci dei protagonisti per Format Lab Academy è stata Francesca Zanon, che ha intervistato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente nazionale di OPES Juri Morico, Alessandra Marino della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
Un confronto dal quale emerge una visione dello sport che supera la dimensione agonistica per diventare strumento di politica sociale e territoriale.
Abodi: «Esistono ancora asimmetrie nell’accesso allo sport»
Come rendere concretamente lo sport un’opportunità accessibile a tutti, quando le condizioni economiche, sociali e territoriali di partenza sono profondamente diverse?
È la domanda posta da Francesca Zanon al ministro Andrea Abodi.
«Non si può lanciare un principio così astrattamente e poi non accorgersi che ci sono delle asimmetrie», ha spiegato il ministro, indicando differenze «di genere, di condizioni economiche, di condizioni fisiche e di condizioni geografiche».
Abodi ha ricordato gli investimenti messi in campo per cercare di ridurre queste distanze, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle aree nelle quali le infrastrutture sportive risultano più carenti.
Tra gli interventi citati figurano i playground gratuiti nei piccoli Comuni del Sud, il progetto Sport Illumina, gli investimenti nelle palestre scolastiche e le risorse destinate agli oratori.
Il ministro ha inoltre richiamato l’esperienza di Caivano, sottolineando il ruolo che le infrastrutture sociali e sportive possono svolgere nelle periferie urbane dove aumentano i rischi legati a «solitudine, sedentarietà, criminalità, abbandono scolastico» e sociale.
Una strategia che non riguarda soltanto i più giovani. Abodi ha ricordato anche le iniziative rivolte agli over 65 per favorire la pratica sportiva lungo tutto l’arco della vita.
«Risolvono tutte queste iniziative i problemi? No, ma li affrontano», ha concluso il ministro, sottolineando la necessità di intervenire nel tempo su carenze che restano strutturali.
Frontini: «Un’opportunità per raccontare Viterbo e la Tuscia»
Con la sindaca Chiara Frontini, Francesca Zanon ha affrontato il rapporto tra grandi manifestazioni sportive, turismo e promozione del territorio.
Quando un evento richiama migliaia di persone, infatti, il suo valore può andare molto oltre la competizione.
Per Frontini la Half Marathon rappresenta «una grandissima opportunità» perché consente di accendere un faro su Viterbo e sulla Tuscia, permettendo ai partecipanti di conoscere la città anche attraverso un percorso che attraversa i suoi vicoli e il suo patrimonio storico.
La sindaca ha inoltre ricordato il percorso di Viterbo candidata a Capitale europea della Cultura 2033.
Ma l’obiettivo guarda soprattutto al giorno successivo alla gara: fare in modo che atleti e visitatori diventino, una volta tornati a casa, ambasciatori dell’esperienza vissuta.
L’eredità auspicata, ha spiegato Frontini, è che chi ha partecipato possa continuare a raccontare la città, «portandosi Viterbo nel cuore».
Morico: «L’inclusione deve essere il punto di partenza»
Al presidente nazionale di OPES Juri Morico, Francesca Zanon ha posto invece una questione centrale: quando possiamo davvero definire inclusivo un evento e quando, invece, l’inclusione rischia di rimanere soltanto una formula comunicativa?
«Un evento è inclusivo quando l’inclusione è la pratica, il punto di partenza, non il punto di arrivo», ha spiegato Morico.
L’inclusione deve quindi entrare fin dall’inizio nella progettazione del percorso, delle attività collaterali e dei principi sui quali viene costruita una manifestazione.
Lo sport assume così una dimensione più ampia, legata al benessere biopsicosociale, alla prevenzione sanitaria e sociale e alla formazione di cittadini consapevoli.
Sberna: attraverso lo sport i giovani possono scoprire l’Europa
Il rapporto tra territori e istituzioni europee è stato al centro dell’intervista alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.
Zanon le ha chiesto quanto sia difficile, una volta arrivati nelle istituzioni europee, continuare ad ascoltare concretamente le esigenze delle comunità locali.
Sberna ha sottolineato l’importanza di non perdere il raccordo con i territori: tornare, raccontare il lavoro svolto nelle istituzioni e raccogliere le istanze dei cittadini rappresenta, nelle sue parole, «l’essenza della democrazia».
E proprio lo sport può diventare uno dei linguaggi attraverso i quali avvicinare i giovani a un’Europa spesso percepita come distante.
Amicizia, coesione e sana competitività possono diventare strumenti per spiegare ai ragazzi cosa significhi concretamente essere cittadini europei e quali opportunità l’Unione possa offrire sul piano della crescita, della formazione e della mobilità.
Commissione europea: sport come prevenzione e salute
Sedentarietà, isolamento e disagio interessano sempre più anche le nuove generazioni. Su questo tema Francesca Zanon ha intervistato Alessandra Marino, portavoce della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.
Marino ha ribadito il ruolo dell’attività fisica nella promozione della salute e ha richiamato la Settimana europea dello sport, che da anni coinvolge cittadini in tutto il continente.
Ma la questione riguarda anche la capacità delle istituzioni di comunicare con i giovani.
Secondo Marino, organismi come la Rappresentanza della Commissione europea e l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia hanno proprio il compito di accorciare la distanza tra le comunità e l’Europa, facendo conoscere opportunità che incidono sulla vita quotidiana: dal lavoro alla mobilità, dalla salute ai fondi europei.
Corazza: «Un’Europa con cittadini lontani è un’Europa più debole»
Può lo sport rendere Bruxelles meno distante e l’Europa più comprensibile?
È la domanda rivolta da Francesca Zanon a Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
«Lo sport incarna i valori fondanti dell’Unione europea: la partecipazione, l’inclusione, il rispetto delle regole, la difesa della libertà e della democrazia», ha spiegato Corazza.
Da qui una riflessione che va oltre la manifestazione sportiva:
«Un’Europa con dei cittadini lontani è un’Europa più debole».
Per spiegare a un giovane perché l’Europa incida concretamente sulla sua quotidianità, Corazza parte dalle opportunità: «L’Europa è libertà, è opportunità, è la possibilità di viaggiare, studiare, lavorare, avere amici nel più grande spazio democratico del mondo».
Diritti e possibilità che, ha sottolineato, non devono essere dati per scontati, ma conosciuti, utilizzati e difesi.
Dalla Half Marathon un messaggio che va oltre il traguardo
Dalle interviste realizzate da Francesca Zanon per Format Lab Academy emerge così un filo comune.
Lo sport non è soltanto competizione. Può essere prevenzione, inclusione, educazione, promozione turistica, rigenerazione sociale e partecipazione democratica.
La Viterbo Half Marathon diventa quindi anche un’occasione per mettere in relazione territori, istituzioni nazionali ed Europa, parlando soprattutto alle nuove generazioni.
Perché il valore di un grande evento non si misura esclusivamente nel numero degli iscritti o nel tempo necessario a tagliare il traguardo. Si misura anche in ciò che rimane nella città e nelle persone quando la gara è finita.

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